Dieci leoni ed un predatore: 'Lupo' Ezequiel Lavezzi. Il guerriero della notte. Il Napoli batte 3-1 l'Udinese con un affresco firmato "Pocho 7". Una doppietta di Ezel che fa vibrare le corde del San Paolo. Un fulmine dopo l'altro sul cielo di Fuorigrotta, quando sono appena passate le 10 di una serata che ha le stimmate di questo santino di Governador Galvez con la chioma fluente dei guerrieri medievali, il ghigno vispo di uno scugnizzo dei Quartieri e il talento di un predestinato. L'urlo di Lupo Ezequiel è quello di una intera città che si stringe intorno al suo eroe. Napoli bello di notte: gli azzurri si riprendono il maltolto vincendo nuovamente sotto le luci del San Paolo, dopo l'ultimo successo a casa nostra con il Parma. Evidentemente è guardando in faccia alle tenebre che si vede davvero la luce. Quella sprigionata da due gol fantastici del Pocho quando la partita sembrava cristallizzata sull'1-1: un destro tagliente ed un colpo sotto che più che un cucchiaio sembra un'intera collezione di argenteria 800. Viva Napoli e viva il Pocho. Dieci leoni ed un predatore: Lupo Ezequiel. Il giustiziere della notte.
La notte porta consiglio e quella del San Paolo mette anche i brividi di suggestione. Il Napoli è ispirato. Al 2' Zalayeta ruba palla, entra in area e tira di destro: traversa. Al 3' Contini stacca su angolo di Hamsik: traversa bis. Azzurri travolgenti. Pochi secondi: Lavezzi va via a destra come un fulmine e crossa per Zalayeta, Zapata tenta l'anticipo ma se la butta dentro in spaccata: autogol, 1-0. Ma l'Udinese si ridesta con un gol davvero notevole: Pepe in drop di interno sinistro gira sul palo lungo di Gianello, 1-1.
Al 25' Gargano ci prova di sinistro, fuori di poco. Al 34' cross di Pepe che scentra la palla: parabola impazzita che finisce sul palo esterno. Partita veloce e bella che però si guasta al 36': Ayroldi vede un fallo di Cannavaro su Zapata lanciato a rete. Involontario o meno, l'arbitro non fa discussioni: rosso diretto per il napoletano che esce dopo aver giurato la sua innocenza. Napoli in 10. Finisce il primo tempo: 1-1. Secondo tempo. Nel Napoli dopo poco entra Santacroce per Garics ed è il secondo esordio di giornata tra i neo acquisti dopo quello di Mannini, partito sin dall'inizio (a loro unirà anche Pazienza che entrerà nel finale).
La seconda svolta arriva al 60': Pepe punta Hamsik e, persa palla, va giù. Per Ayroldi è simulazione, secondo giallo per l'attaccante ed espulsione. Si gioca 10 contro 10. Si fa per dire. Perché nel Napoli lì davanti c'è uno che vale doppio: Ezequeil Lavezzi. Il Pocho al 74' affila il destro e infila la palla nell'angolo di Handanovic: 2-1. San Paolo alle stelle. Ed al settimo cielo dopo appena due minuti: su azionedi Zalayeta, ancora l'argentino supera il portiere in uscita con un pallonetto di sinistro che evoca il grande Diego dal Paradiso del calcio, 3-1. E' qui la festa. Tra andata e ritorno il Napoli ne segna 8 all'Udinese. Sempre con la sigla del Lavezzi show. Un affresco griffato "Pocho 7". Che vale tanto oro quanto pesa...
Napoli in delirio per "el Pocho": Lavezzi manda in visibilio il San Paolo. E'' l''asso in miniatura argentino a decidere il secondo anticipo della 21/a giornata, con una doppietta che permette al Napoli di battere 3-1 l''Udinese al termine di un match che sul campo, in fatto di gol e divertimento, ha mantenuto le promesse della vigilia.
L''una di fronte all''altra due squadre che garantiscono calcio giocato a viso aperto e che mixate in un cocktail possono produrre risultati sempre sorprendenti. Come accadde all''andata, quando l''allora misteriosa matricola azzurra ando'' a vincere al Friuli niente meno che per 5-0. Reja e i suoi salgono a 27 punti, si complica invece la vita Marino, che domani in Fiorentina-Milan tifera'' per il pareggio per non perdere troppo di vista il sogno Champions.
E anche stavolta il Napoli si e'' confermato un pessimo cliente per l''Udinese di Marino, squadra ammirata da tutti per lunghi tratti del campionato e che una settimana fa si e'' tolta la soddisfazione di fermare l''Inter. L''allergia dei bianconeri agli azzurri si e'' resa palese da subito: al 3'' minuto il Napoli aveva gia'' scheggiato per due volte la traversa ed era in vantaggio grazie a un autogol di Zapata. Una doccia fredda servita a scuotere l''Udinese, che al 9'' ha trovato il pari. Nell''attacco dei napoletani Di Natale e Quagliarella, e'' stato il terzo incomodo del tridente, il romano Pepe, a trovare la girata vincente. La serata e'' sembrata volgere addirittura al meglio per gli ospiti quando al 35'' il Napoli e'' rimasto in dieci (fallo di ultimo uomo di Paolo Cannavaro), ma la porta azzurra e'' rimasta inviolata.
A rompere l''equilibrio di una gara densa di ribaltamenti di fronte e'' stato appunto il Pocho, che ha atteso meta'' ripresa per scatenarsi. Anche l''Udinese e'' rimasta in dieci (discutibile secondo giallo a Pepe) al 60'', e l''argentino ha trovato gli spazi per piazzare l''uno-due letale. Una rasoiata dal limite al 74'' e un gol di rapina due minuti piu'' tardi, infilandosi in uno svarione della difesa friulana che ha "regolarizzato" la sua posizione di offside. Gara improvvisamente chiusa, il San Paolo intero a spellarsi le mani.
sabato 2 febbraio 2008
Calcio, vince il Napoli con 3 prodezze di "Pocho" Lavezzi
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Lavezzi show al San Paolo
NAPOLI - Il Napoli esalta il suo pubblico e vince una partita vibrante, ricca di emozioni, giocata molto sull'agonismo e sui nervi. I partenopei battono per 3-1 l'Udinese grazie a un grande Lavezzi che propizia l'autorete di Zapata e segna una doppietta. I friulani peccano un po' di presunzione, non sfruttano quei 20 minuti di superiorità numerica e non costruiscono nulla di più di un momentaneo pareggio ottenuto grazie a un bel gol di Pepe. In mezzo ci sono tre legni, tante occasioni sotto porta e tanti salvataggi, una serie di errori in difesa.
Il Napoli era a digiuno di vittorie da cinque partite e quindi questi tre punti, oltre che per la classifica, sono fondamentali per il morale. L'Udinese allunga la sua serie negativa: eliminata dal Catania in Coppa, sconfitta da Milan e Napoli, un punto ceduto in casa all'Inter.
Reja manda in campo inizialmente solo uno dei nuovi acquisti, Mannini, e nella ripresa fa entrare anche Santacroce e Pazienza. Tutti promossi, visto il risultato. Molte le assenze nella difesa partenopea: Iezzo, Cupi, Domizzi oltre all'esterno Savini.
Perso Mesto per un lungo periodo, Marino fa spazio a Ferronetti.
In avvio gli errori difensivi dell'Udinese danno una spinta notevole al Napoli che colpisce due traverse e segnato un gol in tre minuti. Al 2', uno sbaglio di Inler permette a Zalayeta di involarsi sulla destra e di tirare: Handanovic devia e la traversa lo salva; sul susseguente angolo, la retroguardia friulana dorme e Contini di testa manda la palla a scheggiare la traversa.
Al 3' Lavezzi parte come una furia sulla destra, lancia un traversone rasoterra e Zapata, per anticipare Zalayeta, in scivolata infila Handanovic nell'angolo alla sua sinistra.
Dopo una partenza così negativa, l'Udinese si ricompone e all'8' pareggia in maniera spettacolare: punizione di D'Agostino da sinistra e gran sinistro al volo di Pepe.
A questo punto il Napoli cala e presta il fianco al contropiede dell'Udinese che avrebbe la possibilità di andare in vantaggio al 32': D'Agostino lancia in contropiede Quagliarella che, in fuga per 50 metri, giunto quasi in area invece di tirare dà a Di Natale che era in offside e, oltretutto, non è in grado di intercettare. Al 34' Pepe da destra spara e colpisce il palo basso alla sinistra di Gianello.
Poi l'episodio che fa molto discutere e che condiziona il Napoli. Al 36' su uno dei tanti contropiedi dell'Udinese, Cannavaro è espulso per fallo su Zapata, in realtà c'è anche un intervento scorretto di Grava su Dossena e si sente un fischio prima dell'intervento del capitano azzurro.
Nella ripresa il Napoli parte all'attacco. Ma è la squadra di Marino a rendersi pericolosa: dopo un saltavaggio su Quagliarella in aerea napoletana, Pepe al 14' spara un missile (fuori d'un pelo) su errore di Santacroce. Un attimo dopo per una presunta simulazione Pepe si becca il secondo giallo e viene espulso. E' così ristabilita la parità numerica.
Al 29' arriva il primo gol di Lavezzi che riceve a 25 metri ed esplode il suo destro all'angolo basso di Handanoivic. Poco dopo, il terzo gol azzurro: palla a Zalayeta, la difesa bianconera pasticcia, Felipe dà indietro, sulla palla si avventa il solito Lavezzi che con un pallonetto insacca. E per l'Udinese non c'è verso di raddrizzare la partita.
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Lavezzi, che show! Tris del Napoli
Udinese battuta 3-1: autorete di Zapata, poi Pepe e due gol in un minuto del Pocho. Espulsi Cannavaro e Pepe
NAPOLI, 2 febbraio - Emozioni, polemiche, magie. Non è mancato proprio niente al San Paolo. Alla fine a decidere l’appassionante sfida fra Napoli e Udinese è bastato un minuto. Tanto è servito a Lavezzi per mettere a segno una doppietta che ha tramortito la squadra di Marino: prima un gran destro dal limite e poi un cucchiaio a Handanovic che hanno mandato in visibilio il San Paolo. Alla fine il risultato è un po’ bugiardo, soprattutto per come si erano messe le cose in campo, con gli azzurri costretti a giocare con un uomo in meno per mezzora, a cavallo dei due tempi, per l'espulsione di Cannavaro. Ma dopo l'uscita dal campo di Pepe, espulso a metà ripresa per doppia ammonizione, è venuta fuori la classe del funambolo argentino. Molto discussi entrambi i cartellini rossi di Ayroldi: sul primo rosso a Cannavaro, per fallo da ultimo uomo su Zapata lanciato a rete, sembra evidente che il fischio sia precedente al fallo e riferito ad un’altra entrata fallosa di Grava. Sulla seconda espulsione, invece, il giallo a Pepe appare eccessivo, perché il contatto seppur lieve fra l’attaccante friulano e Hamsik sembra esserci.
BOTTA E RISPOSTA - In avvio Reja conferma il 3-5-2 schierando solo Mannini dei nuovi. Nell'Udinese unica novità Ferronetti al posto di Mesto. Gli azzurri partono forte: Zalayeta e Contini colpiscono due volte la traversa, poi arriva il vantaggio: Lavezzi va via sulla destra a Felipe, cross basso sul primo palo dove Zapata in spaccata anticipa ancora tutti mettendo però nella propria porta. L'Udinese pareggia subito: lunga punizione dalla sinistra, palla che arriva sul secondo palo dove Mannini si perde Pepe, girata di controbalzo e Gianello battuto. I friulani hanno la palla buona per il vantaggio a metà tempo, ma Quagliarella in contropiede serve Di Natale invece di calciare in porta.
TOCCA AL POCHO - Fra la fine del primo tempo e l'inizio della ripresa le due espulsioni di Cannavaro e Pepe che cambiano volto alla partita. Reja fa entrare anche Santacroce, ma è da uno della vecchia guardia che arrivano i colpi risolutori: Lavezzi trova prima un destro dal limite che fa secco Handanovic sul primo palo, poi - su retropassaggio involontario di un difensore - si presenta solo davanti ad Handanovic e lo beffa con un pallonetto. Finisce fra gli olè del San Paolo, il Napoli ritrova il sorriso e soprattutto la vittoria che mancava dal 9 dicembre (4 pareggi e tre sconfitte tra campionato e Coppa Italia).
NAPOLI-UDINESE 3-1
Napoli (3-5-2): Gianello; Grava, Cannavaro, Contini; Garics (6' st Santacroce), Blasi, Gargano, Hamsik (30' st Pazienza), Mannini; Lavezzi (40' st Bogliacino), Zalayeta. A disp. Del Giudice, Montervino, Sosa, Calaiò. All. Reja
Udinese (3-4-3): Handanovic; Zapata, Felipe (33' st Floro Flores), Lukovic; Ferronetti (25' st Colombo), D'Agostino (43' st Eremenko), Inler, Dossena; Pepe, Quagliarella, Di Natale. A disp. Chimenti, Coda, Candreva, Isla. All. Marino
Arbitro: N. Ayroldi di Molfetta
Marcatori: 3' pt aut. Zapata (U), 9' pt Pepe (U), 29' st e 30' st Lavezzi (N)
Note: espulsi al 35' pt Cannavaro (N) per fallo da ultimo uomo e al 15' st Pepe (U) per doppia ammonizione. Ammoniti Felipe, Mannini, Dossena, Zapata. Recupero 1' pt, 4' st. Spettatori 45.000 circa.
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Napoli in delirio per 'el Pocho'
Lavezzi manda in visibilio il San Paolo. E'' l''asso in miniatura argentino a decidere il secondo anticipo della 21/a giornata, con una doppietta che permette al Napoli di battere 3-1 l''Udinese al termine di un match che sul campo, in fatto di gol e divertimento, ha mantenuto le promesse della vigilia.
L''una di fronte all''altra due squadre che garantiscono calcio giocato a viso aperto e che mixate in un cocktail possono produrre risultati sempre sorprendenti. Come accadde all''andata, quando l''allora misteriosa matricola azzurra ando'' a vincere al Friuli niente meno che per 5-0. Reja e i suoi salgono a 27 punti, si complica invece la vita Marino, che domani in Fiorentina-Milan tifera'' per il pareggio per non perdere troppo di vista il sogno Champions.
E anche stavolta il Napoli si e'' confermato un pessimo cliente per l''Udinese di Marino, squadra ammirata da tutti per lunghi tratti del campionato e che una settimana fa si e'' tolta la soddisfazione di fermare l''Inter.
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Le pagelle degli azzurri: Lavezzi, un mostro
Napoli-Udinese 3-1: Lavezzi superstar, il Napoli torna a volare GIANELLO 6,5: Sul gol subito non può nulla. Per il resto, sbroglia al meglio ogni insidia. GRAVA 6,5: Prova di grande sostanza per il casertano. Bene come centrale, ancora più efficace come terzino destro. CANNAVARO 5,5: Prosegue il momento no per il fratello del Fabio Nazionale. E’ costretto a stendere Zapata, da ultimo uomo, che si involava tutto solo verso la porta di Gianello, meritandosi il rosso. CONTINI 7: Monumentale la prestazione dell’ex parmense. Chiude quasi tutto e fa ripartire l’azione dei suoi anche con buoni piedi. GARICS 5: Deludente, in regresso rispetto alle recenti sufficienti prestazioni. BLASI 6,5: Una gara di grande sacrificio e sostanza per l’ex Fiorentino. E’ il cuore della squadra. GARGANO 6,5: Quanto corre questo ragazzo! Un trottola impazzita che si è rivelata preziosissima soprattutto quando il Napoli era rimasto in inferiorità numerica… HAMSIK 6: Non una gara alla sua altezza, comunque da’ il suo contributo rendendosi utile anche in fase di non possesso. MANNINI 6: Si applica con grande volontà, ma l’ex bresciano non è un terzino. Il carattere non gli fa difetto e neanche l’impegno. LAVEZZI 8: Un mostro, scatti, dribbling, cross e due gol: cosa si può chiedere di più al ‘Pocho’? ZALAYETA 7: Uno dei migliori in campo, fa salire la squadra e regala colpi di gran classe. SANTACROCE 6: Da centrale se la cava egregiamente, esordio confortante. PAZIENZA S.V.: Entra in campo giusto per rubare un paio di palloni e per far intuire quanto sarà prezioso in futuro questo ruvido mediano. BOGLIACINO S.V.: Non giudicabile nei 5 minuti in cui è stato impiegato.
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Napoli-Udinese 3-1: Lavezziiii!!!
Napoli: Gianello, Grava, Cannavaro, Contini, Garics, Blasi, Gargano, Hamsyk, Mannini, Lavezzi, Zalayeta. A disp. Del Giudice, Santacroce, Montervino, Bogliacino, Pazienza, Sosa, Calaiò. All. Reja Udinese: Handanovic, Zapata, Felipe, Lukovic, Ferronetti, D'Agostino, Inler, Dossena, Pepe, Quagliarella, Di Natale. A disp. Chimenti, Coda, Candreva, Isla, Colombo, Eremenko, Floro Flores. All. Marino Arbitro: Ayroldi di Molfetta Marcatori: 3' pt Zapata aut. (N), 9' pt Pepe (U), Lavezzi 29' st, Lavezzi 31' st.
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lunedì 28 gennaio 2008
TIFOSI DEL CAGLIARI???VERGOGNATEVI!!!E ANCHE CELLINO ESAGERA.
DOLO IL PAREGGIO DEL CAGLIARI ALCUNI GIORNALISTI NAPOLETANI SONO STATI PRESI DI MIRA DA ALCUNI FACINOROSI CAGLIARITANI,E ADDIRITTURA DOPO IL 2°GOAL DEI SARDI LE PROTESTE SONO ANCORA PIU’ FORTI,VOLANO MINACCE E LA POLIZIA NON INTERVIENE PER NIENTE!!! E TANTO PER LA CRONACA DOPO IL 2°GOAL DEL CAGLIARI IL PRESIDENTE CELLINO SI VEDE DAL LABIALE DALLE TELECAMERE DI SKY E MEDIASET URLA “BASTARDI NAPOLETANI”!!! SIGNORI QUESTA E’ LA CITTA’ DI CAGLIARI!!!VERGOGNA
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Napoli rimontato e battuto 2-1
Cagliari ha sconfitto per 2-1 il Napoli al Sant'Elia in un incontro valido per la ventesima giornata, la prima del girone di ritorno del campionato di Serie A. Azzurri in vantaggio al 58' con Hamsik. Nel finale, il Cagliari è prima sfortunato, quando colpisce due traverse, con Fini all'86' e poi con Foggia al 90' (con decisiva deviazione del portiere Gianello), ma al 93' trova il pari con Matri e al 95' trova addirittura il gol-vittoria con Conti. Un successo che permette ai rossoblù di salire a quota 13 punti, sempre all'ultimo posto, ma ora a -5 dalla zona-salvezza, mentre il Napoli resta fermo a quota 24.
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mercoledì 23 gennaio 2008
Lavezzi convocato in nazionale
Lavezzi sarà di scena con l' Olimpica argentina contro il Guatemala a Los Angeles, in un test di preparazione per le Olimpiadi di Pechino.
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venerdì 18 gennaio 2008
NAPOLI-LAZIO, IL COMMENTO
Il Napoli è fuori dalla Coppa Italia. Bastava una vittoria per 1-0 per ribaltare il 2-1 dell'andata, eppure gli azzurri si sono presentati in campo con un atteggiamento troppo rinunciatario per almeno un tempo e mezzo. Con Hamsik febbricitante e Savini non al meglio, il tecnico Reja ha messo in campo Gianello tra i pali, Cannavaro, Domizzi e Contini centrali, Grava a destra, Rullo a sinistra e il trio mediano formato da Dalla Bona, che lentamente sembra guadagnare punti nelle grazie dell'allenatore friulano, Gargano, sempre più spompato, e Blasi, al rientro dopo l'ennesima squalifica. In attacco fiducia a Calaiò accanto a Zalayeta, che domenica in campionato dovrà scontare la seconda giornata di squalifica. Lavezzi, anche lui a corto di energie, in panchina, pronto a subentrare nel secondo tempo. Nella Lazio ancora spazio al giovane Muslera tra i pali e formazione quasi titolare, ad eccezione del tandem offensivo Tare-Vignaroli. La prima frazione di gioco scorre via nella noia più assoluta. Al 4° Calaiò sembra avere la palla giusta ma gira alto al volo il cross dalla sinistra di Rullo. Ma è un fuoco di paglia. La Lazio amministra bene, il Napoli non preme più di tanto. Gargano è impreciso e il centrocampo molto muscolare del Napoli accompagna poco l'azione, confinando di fatto Zalayeta e Calaiò nel deserto biancoceleste della trequarti laziale. La serata piovosa e il campo decisamente pesante poi, non agevolano di certo il compito dei calciatori. Si deve attendere il 20° per vedere un'altra azione: Gargano perde una pericolosa palla lungo l'out destro e il cross di Berhami raggiunge Mauri sul lato opposto, abile a colpire al volo, trovando però la deviazione in angolo di Contini. Sugli sviluppi del corner ancora Gargano stoppa male la palla che di fatto diventa un perfetto assist per la bomba dal limite di Berhami che si infila sotto il corpo di Gianello: è gol della Lazio ma l’arbitro annulla per netto fuorigioco di Mutarelli, reo peraltro di aver deviato il pallone davanti a Gianello. Giusta dunque la decisione del direttore di gara, nonostante la visibile perplessità del tecnico Delio Rossi. La Lazio non si deprime e continua a spingere approfittando di un Napoli debole sulle gambe e poco aggressivo. Gargano si becca il giallo per fallo su un imprendibile Berhami, prima della grande parata di Gianello che al 32’ devia in angolo d’istinto sull’ottimo colpo di testa di Tare da distanza ravvicinata. Il Napoli ci prova costruendo qualche sporadica azione in contropiede ma manca efficacia, velocità e precisione alla manovra azzurra. Al 43’ Dalla Bona serve un bell’assist di testa a Calaiò che tenta una rovesciata a centro area, contrastato in angolo da Siviglia. Si esaurisce di fatto qui il primo tempo: noioso, lento, e con poche emozioni. La ripresa si apre subito con un altro piglio: Dalla Bona, il più attivo tra gli azzurri, tenta il tiro da fuori dopo soli 6 minuti e la palla lambisce il palo alla sinistra di Muslera. Nel frattempo la Lazio perde 3 uomini per infortunio nel giro di 11 minuti: fuori Mutarelli per Manfredini, Siviglia per il napoletanissimo Stendardo, e Zauri per Kolarov, mentre sulla panchina azzurra si inizia a scaldare Lavezzi. L’inerzia della gara sembra pendere in direzione azzurra, ma al 55° ancora Tare di testa inverte la pendenza: punizione dalla destra di Ledesma, Cannavaro perde la marcatura del gigante albanese, che di testa fa secco l’incolpevole Gianello. Il San Paolo cala in un silenzio inquietante. Dopo qualche secondo di puro shock, dagli spalti sale il grido: “dai ragazzi non mollate”. Non è facile per l’insolita truppa azzurra, già in difficoltà nel cercare di creare qualcosa che abbia una parvenza di azione. Ma al 63° cambia la partita: dentro Lavezzi e Garics al posto di Rullo e Grava. Il Napoli adesso deve spingere e si affida alla freschezza e alla creatività del Pocho che fin da subito attira palloni ed avversari attorno a sé, imprimendo una marcia nettamente superiore al motore azzurro, e accendendo l’entusiasmo del San Paolo che spinge la squadra con un calore assordante. Reja passa dunque al 433 con Garics terzino destro e Domizzi terzino sinistro, affidandosi al tridente Lavezzi-Zalayeta-Calaiò. Gli azzurri ci credono e comprimono la Lazio nella propria trequarti. Dopo una serie di corner senza effetto tuttavia, è la Lazio che si fa pericolosa: al 73° Gianello tiene in partita i compagni con un’altra prodezza, ancora sullo scatenato Tare, servito da Mauri con un perfetto assist in profondità. Il Napoli però non molla e continua ad attaccare: al 75’ bella iniziativa sulla destra di Blasi che salta un uomo e mette al centro un perfetto assist per la testa di Calaiò che incorna altrettanto perfettamente a botta sicura, ma Muslera d’istinto devia sulla traversa. Al 78° calcio d’angolo di Lavezzi, palla respinta da Muslera su Zalayeta che all’altezza del dischetto calcia sul palo lontano, colpendo un'altra volta il legno. Sugli sviluppi dell’azione ancora Lavezzi dalla sinistra serve sul palo opposto el Panteron che calcia al volo verso la porta da posizione defilatissima, Muslera si lascia sfuggire la palla dalle mani, e Domizzi ne approfitta calciando a rete la palla dell’1-1. Esplode il San Paolo. Adesso gli azzurri ci credono davvero. Serve un altro gol per pareggiare i conti e andare ai supplementari. Il Napoli spinge e guadagna un’infinità di corner. La Lazio cerca di rallentare e spezzettare il gioco, che comunque resta confuso e privo di qualunque schema. Entra anche Sosa per Dalla Bona e le punte adesso sono 4 ma le cose non cambiano. La porta laziale resta inviolata fino al fischio finale, e questo vuol dire solo una cosa: Lazio ai quarti di finale di Coppa Italia mentre il Napoli esce così dalla competizione con il grande rimpianto di essersi svegliato troppo tardi. Ma gli azzurri non hanno nulla da recriminare. La traversa di Calaiò, d'accordo. Ma a questi livelli gli errori si pagano caro: la rete regalata a Tare con la marcatura davvero generosa di Cannavaro sull’albanese, ricorda troppo da vicino quella di Domizzi su Ronaldo di domenica scorsa, che diede il via libera alla goleada rossonera. Così come la papera di Gianello nella partita di andata contro la Lazio che regalò la palla del pareggio ai biancocelesti. Quest’oggi il numero 22 azzurro è stato il migliore in campo. E questo non è certo un buon segno se si pensa che il Napoli doveva fare la partita.
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lunedì 14 gennaio 2008
MILAN-NAPOLI, IL COMMENTO
Luci a San Siro. Si. Rossonere. Quelle che illuminano la scena del posticipo della 18esima giornata di campionato, quella della ripresa dopo le vacanze natalizie; quella che ha visto celebrare ed esporre prima dell’inizio tutti i 18 trofei internazionali vinti dai Campioni del Mondo che ne hanno fatto la squadra più titolata sul globo terrestre; quella del ritorno in campo dal primo minuto di Ronaldo; quella dell’esordio del giovanissimo e sventolato talento di Pato; quella del tridente delle meraviglie brasiliano formato dal neo Pallone d’oro Kakà, l’ex pallone d’oro Ronaldo, e quello che già in molti pronosticano come futuro Pallone d’oro Pato, colui che segna sempre al suo esordio, colui che aveva pronosticato il primo gol in maglia rossonera alla prima apparizione. E così sia. Sparring partner il Napoli, assente dal campo milanista da ben 6 lunghi anni e che l’ultima vittoria su questo prato l’aveva ottenuta ai tempi del grande Napoli dell’immenso Diego Armando Maradona. Competere è dura. Non sfigurare anche. Soprattutto se vengono a mancare giocatori del calibro di Zalayeta e Blasi squalificati, non di certo Careca e Bagni, ma pur sempre pane e acqua per questo Napoli, decisamente carente nelle seconde linee. La gara è piacevole e veloce. Il Milan gioca palla a terra in spazi stretti contro un Napoli chiuso alla ricerca della palla lunga per Lavezzi. Dopo 15 minuti un’azione manovrata dei rossoneri porta Ronaldo al tiro solo davanti a Iezzo, quasi miracoloso nel deviare la conclusione che si impenna e finisce in rete, nonostante il tentativo di Cupi che rovescia la palla sotto la traversa, infastidito dal tentativo di Pato di ribadire in rete. A ben guardare il talentino brasiliano rende irregolare l'azione in quanto partito in posizione di fuorigioco e, a dirla tutta, non vi sono certezze incontrovertibili sul fatto che la palla abbia varcato completamente la linea di porta. Polemiche a parte, è il gol dell’1-0. Sembra tutto facile per il Milan che gode di ampi spazi dal centrocampo in su, con il terzetto azzurro Hamsik-Bogliacino-Gargano, incapace di contenere la velocità e la tecnica superiore degli avversari, noti palleggiatori sopraffini. Eppure, nonostante questo, con buona volontà e umile sacrificio, gli azzurri arrivano al pareggio su un perfetto contropiede architettato da Bogliacino, bravissimo a tagliare dalla sinistra per Lavezzi, che mette al volo al centro per l’accorrente Sosa, pronto a toccare in rete la palla dell'1-1. Il Milan quasi stizzito da tale insolenza, riparte alla carica e, dopo una serie di combinazioni, arriva a rete con Iezzo che nega miracolosamente la gioia del gol per ben due volte a Pato, prima di capitolare sulla botta a rete di Seedorf, lasciato colpevolmente solo dalla retroguardia azzurra, frastornata dall’azione milanista: è 2-1. Il Napoli non sembra in grado di reagire: la squadra accompagna poco l’azione, Sosa è troppo più lento di Lavezzi, già eccessivamente isolato di per sè, e per di più non appare per nulla in buone condizioni. Eppure è proprio l’argentino a riaprire la partita con una percussione in velocità delle sue, che costringe Kaladze ad un evitabile fallo in area che procura il rigore al Napoli. Domizzi sul dischetto sigla il 2-2. Un primo tempo vivo e spettacolare, con le difese non proprio impeccabili, volge al termine e consegna agli onori della cronaca un piacevolissimo pareggio che il Napoli, sulla carta nettamente inferiore, dimostra di meritare in pieno. Eppure la ripresa cambia il volto della gara: dopo neanche un minuto Domizzi si lascia scappare Ronaldo a centro area che di testa fa secco Iezzo per la terza volta. Doppietta del Fenomeno e doccia gelata per gli azzurri, per la terza volta in svantaggio in 46 minuti. Gli sforzi sono vani e il morale scende parallelamente alle energie. Il Milan abbassa il ritmo e tiene palla. Il Napoli non riesce a produrre gioco se non con qualche buona iniziativa di Hamsik. Al 60’ la sorte avversa si scaglia sulla caviglia di Bogliacino che atterra male dopo un salto in area ed è costretto ad uscire: al suo posto entra Montervino. Il centrocampo azzurro fatica ad accorciare e non filtra adeguatamente, e di questo non può non approfittarne un campione del calibro di Kakà, abile a liberarsi al limite dell’area per lasciare partire una sassata che si infila imparabilmente alla destra di Iezzo, per la rete che chiude definitivamente la partita: è 4-2. Pesante risultato per la squadra di Reja che provvede ad un cambio quanto meno inspiegabile, inserendo Capparella, alla prima presenza stagionale e ad un passo dall'addio, al posto di Savini. Gli azzurri non ci sono. Sosa e Lavezzi non toccano palla e il Milan è padrone assoluto del secondo tempo. Il pubblico incoraggia Pato e il giovane talento brasiliano ci prova con tiri e giocate fino a quando al 74° non trova la rete del definitivo 5-2 con un perfetto stop a seguire, su lancio dalle retrovie, che taglia fuori Domizzi mettendolo a tu per tu con Iezzo in uscita disperata, battuto con un facile tocco per la rete che annichilisce un Napoli all’altezza nel primo tempo, benché disattento, ma assolutamente inesistente nella ripresa. A pochi minuti dalla fine Hamsik con i crampi lascia il posto a Dalla Bona; l’ex rossonero va vicino al gol con un colpo di testa di poco a lato. Ma di fatto si aspetta solo il fischio dell’arbitro. Fischio che arriva per porre fine ad una gara che ha dimostrato ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno, l’importanza di un giocatore come Blasi a centrocampo, la necessità di un’altra punta di valore, la buona prova di Iezzo, migliore in campo tra gli azzurri, e la forma fisica negativa di Gargano e Lavezzi, due uomini chiave per la squadra azzurra, e già da qualche partita apparsi decisamente sotto tono. Il Milan dal proprio canto ritrova gioco ed entusiasmo, fiducia e speranza, soprattutto grazie ai gol di Ronaldo, lontano dalla condizione migliore, ma proprio per questo nota lieta della serata rossonera, così come l'esordio dell'attesissimo Pato, 18enne pieno di talento e personalità, due stelle in più per una squadra che è già Campione del Mondo. Come a dire: si spengono le luci a San Siro. Ma solo quelle dello stadio.
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sabato 12 gennaio 2008
venerdì 11 gennaio 2008
Lavezzi, esame alla scala
Prima di lasciare l’Argentina, amici e parenti s’erano raccomandati con lui. “Pocho alla ripresa del campionato cerca di dare un dispiacere al Milan che s’è aggiudicata la supercoppa a spese del nostro Boca Juniors”, hanno detto ad Ezequiel La vezzi, l’argentino sul quale il Napoli conta tanto per mettere in crisi Nesta e compgni. Si sa quanto siano nazionalisti i sudamericani di Buenos Aires e dintorni. E si sa quanto fascino eserciti su di loro la platea San Siro. Anche Maratona ogni qualvolta si esibiva contro il Milan o Inter si caricava non poco. “Palcoscenico ideale per il calcio”, diceva Maratona ai suoi tempi prima di entrare nel tempio del football italiano. Anche il Pocho (nonché Sosa) avverte in maniera particolare la sfida a distanza con Kakà o la stella-Pato. Si è preparato con intensità al ritorno dalle vacanze. E si è presentato senza la necessità di doversi sottoporre ad una dieta ferrea per calare peso. Al suo recupero si è dedicato con attenzione maniacale Luigi Febrari, il preparatore atletico che collabora al fianco di Reja. Intenzione del tecnico friulano, affidare all’argentino il compito di fare da guastatore sul fronte dell’attacco, affondare partendo prevalentemente da sinistra, non concedere punti di riferimento e puntare sempre la porta avversaria con determinazione senza ostinarsi a cercare il numero ad ogni costo. Giocate semplici ma rapide. Dribbling solo quando è possibile, non sempre. Scambi in velocità coni compagni. Di questo ed altro si è raccomandato Reja con il talento di Villa Governador. Lavezzi è pronto a gustare la festa annunciata dal Milan per la recente vittoria in Supercoppa. Vorrebbero festeggiare proprio in occasione della partita con il Napoli, la prima dopo l’evento che ha consacrato i rossoneri campioni intercontinentali. “Venite festeggiamo a San Siro il club più titolato al mondo”, così recita la pagina d’apertura ufficiale della società rossonera. Palese l’invito ad accorrere in tanti al Meazza per salutare, magari con un’altra vittoria, il prestigioso trofeo conquistato in Giappone il 16 Dicembre scorso a spese del Boca Junior. Ma il Napoli non è assolutamente disposto a fare da invitato alla cerimonia. Ed in particolare, non intende farlo Ezequiel La vezzi che medita la sua notte di gloria al Meazza. Già contro l’Inter era risultato tra i migliori degli azzurri. Ma ora ha un motivo in più per esaltarsi: il confronto a distanza con Pato, ammesso che Ancelotti voglia schierarlo dall’inizio e l voglia di consumare una rivincita avvertendo per l’occasione l’investitura di paladino del calcio argentino. Lavezzi, prima della sosta aveva evidenziato un certo appannamento. Assente a Siena per squalifica non era riuscito a brillare nella sfida con il Torino. Ma il suo bilancio con l maglia del Napoli finora è ampiamente positivo: tre gol in quindici gare di campionato; altri tre in altrettanto gare di Coppa Italia. Ora sono attesi i suoi acuti a San Siro, anche per confermare il trend positivo del Napoli di De Laurentis alla ripresa del campionato dopo le feste di Natale.
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giovedì 10 gennaio 2008
A San Siro Pato vs Lavezzi"
Sarà un Milan stellare, per la prima volta al completo dall´inizio della stagione. Disponibile Ronaldo, ritornato in campo ieri a Dubai, dopo la lunga assenza per infortunio. Recuperati pure Inzaghi e soprattutto il pallone d´oro Kakà, il cui incidente alla spalla non preoccupa più il clan rossonero. Ancelotti avrà solo l´imbarazzo della scelta in attacco, dove si candida per una maglia specialmente Gilardino, autore di una doppietta nell´ultima amichevole giocata in Medio Oriente. E come se non bastasse dal ritiro di Milanello, è trapelato l´entusiasmo del baby fenomeno Pato, pronto al debutto in serie A dopo l´arrivo del transfer dal Sud America. «Sarò subito protagonista e segnerò un paio di gol», ha promesso il diciottenne attaccante carioca, che ha ricevuto anche i complimenti di Careca. «Non so se mi somiglia. Di sicuro è un grande talento, molto forte coi piedi e di testa. In Italia saprà farsi rispettare». Milan a cinque stelle, dunque. Al top della condizione fisica dopo la lussuosa tournée di Dubai e col morale al massimo per la conquista della Coppa Intercontinentale, che sfilerà domenica sera in passerella a San Siro, subito prima del fischio d´inizio. Da brividi l´atmosfera che attende il Napoli, a sei anni di distanza dall´ultima sfida coi rossoneri in campionato. Ma la squadra azzurra, forte dei 5 punti di margine in classifica, non scenderà in campo per fare la comparsa. «Non avremo paura, anche se loro sono i campioni del mondo. Saranno 90´ tutti da giocare», ha lanciato la sfida Mariano Bogliacino, che sostituirà Blasi e guiderà la carica dei sudamericani di Reja. «Massimo rispetto per il trio brasiliano di Ancelotti. Conosciamo bene Kakà e Ronaldo, mentre Pato dovrà confermare con i fatti il gran bene che si dice di lui. Anche i nostri argentini e uruguaiani, però, hanno molta voglia di mettersi in mostra alla "Scala" del calcio. Di partite del genere, così affascinanti, ne capitano poche a campionato. E nessuno ha intenzione di sbagliarle». Il più motivato di tutti è Lavezzi, che cercherà di non sfigurare nella sfida contro i fuoriclasse del Milan. Il pocho, finora, è stato una delle rivelazioni della serie A. Come i compagni Hamsyk e Gargano, attesi a loro volta da un esame di maturità. Il Napoli è convinto di avere delle carte da giocare, anche in una sfida così difficile. Importante sarebbe il recupero in extremis di Zalayeta. «Non ha simulato, quindi non può esser punito..», ha insistito ieri l´avvocato Grassani, che chiederà alla Corte Federale la cancellazione completa della squalifica. «Non certo la riduzione». Con o senza il Panteron, però, gli azzurri sono pronti a vendere cara la pelle. «I rossoneri, a cominciare da Pato, si dovranno dimostrare più forti di noi sul campo. Contro le grandi non abbiamo mai sfigurato», è ottimista Bogliacino, portavoce dell´entusiasmo dei compagni. «Vorremmo iniziare bene il 2008, magari con un´impresa. La squadra di Ancelotti non ha ancora vinto in casa? Bene, vuol dire che dovrà aspettare un altro po´. Non ci riuscirà neppure domenica». La sfida al Milan è lanciata. Insoliti i toni di Bogliacino, di solito tra i più timidi, che deve essersi fatto contagiare dall´entusiasmo generale. Il Napoli, ritornato ieri al lavoro a Castelvolturno, si presenterà a San Siro a testa alta. «Abbiamo una squadra di valore. Tutti ci chiedono le nostre stelle, da Hamsyk a Lavezzi, ma nessuno andrà via», ha ribadito il dg Marino, delineando le strategie azzurre sul mercato. «Di acquisti, per ora, non ne faremo. Ma sognare Messi o Ronaldinho non è vietato per i nostri tifosi. La famiglia De Laurentiis, col tempo, ha i mezzi per realizzare fantasie del genere: l´importante è fare un passo alla volta». L´esame Milan, in questo senso, rappresenterà un´altra tappa della crescita del Napoli. Pronta pure la tattica per contrastare i fuoriclasse rossoneri. «Dovremo giocarcela alla pari, rubando l´iniziativa ai nostri avversari». Niente barricate, dunque. Neppure a San Siro. Gli azzurri, unica squadra del campionato a non aver ancora subito espulsioni, ci proveranno con altre armi: velocità, grinta e coraggio. «Il nostro Pato è Lavezzi»
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sabato 29 dicembre 2007
" 'a cap 'e Lavezzi "
Lavezzi erede di Maradona anche nei botti. Pesa fino a quindici chili e costa dai 150 ai 300 euro l'ultima follia pirotecnica di capodanno. I professionisti del botto fuorilegge l'hanno ribattezzata con un nome accattivante ma "la testa di Lavezzi", ultima variante del già micidiale "provolone del monaco", resta un ordigno devastante dal quale è meglio tenersi lontano. La caccia ai fuochi pirotecnici è già partita con la campagna dei carabinieri. Una task force, quella degli artificieri coordinati dal maresciallo Gaetano Bavarese, che fino al 31 dicembre terrà corsi nelle scuole e divulgherà informazioni utili anche per le strade di Napoli, dove l'arma ha predisposto appositi gazebo. Perché la prevenzione è indispensabile, mai come in questi casi. La "testa di Lavezzi" viene venduta illegalmente
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domenica 23 dicembre 2007
Napoli-Torino 1-1
ORE 16.58 - Il Napoli chiude il 2008 con un pareggio contro il Torino dell’ex Novellino.
Nel primo tempo il Torino, ben messo in campo, non lascia spazi al Napoli, che riesce a creare per questo solo due occasioni gol con Zalayeta e Domizzi.
I granata passano in vantaggio al 35’ grazie al gol realizzato da Rosina su di un rigore inesistente assegnato da Trefoloni per un presunto fallo di mano di Domizzi intervenuto in realtà con il piede.
Al 42’ la squadra di Novellino resta in 10 uomini per l´espulsione di Grella per doppia ammonizione.
Nella ripresa entra Hamsyk al posto di Savini ed il Napoli passa ad una sorta di 4-3-1-2 con Bogliacino dietro Zalayeta e Lavezzi e con Domizzi, che si sposta a fare il terzino sinistro.
Al 3’ il Napoli ha l’occasione di raggiungere il pari con un rigore anch’esso pura invenzione dell’arbitro per un atterramento in area di Zalayeta ad opera di Sereni.
Dal dischetto fallisce la trasformazione Domizzi che trova sulla sua strada uno strepitoso Sereni.
Il Napoli, nonostante gli ingressi di Sosa e Calaiò, non riesce più a pungere un Torino barricato in difesa per mantenere il fortunoso ed immeritato vantaggio.
Al 36’ arriva però il pareggio: Hamsyk, servito rasoterra dalla sponda di Sosa, entra in area e di sinsitro insacca alle spalle di Fontana mandando la palla sotto la traversa ed infiammando il San Paolo.
Nonostante il forcing finale gli azzurri non riescono però a far il regalo di Natale ai propri tifosi. Clamoroso il palo colpito da Calaiò di testa al 95´.
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sabato 22 dicembre 2007
VIDEO
questo bellissimo video e' stato realizzato da PEPPE UN LETTORE DEL BLOG CHE DA OGGI COLLABBORERA' CON ME X FAR SI KE IL BLOG CRESCA MAGGIORMENTE!!! PEPPE 6 GRANDE GRAZIE INFINITAMENTE DA PARTE DI TUTTI
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venerdì 21 dicembre 2007
AUGURI
AUGURO A TUTTI I LETTORI DEL BLOG http://LAVEZZIEZEQUIELIVAN.BLOGSPOT.COM
UN FELICISSIMO NATALE ,ED UN GRANDISSIMO 2008 PIENO DI FELICITA’
E SODDISFAZIONI !!!!
UN AUGURIO SPECIALE AD EZEQUIEL LAVEZZI E ALLA S.S.C.NAPOLI CHE QUESTO SIA L’INIZIO DI UN SOGNO CHE IL 2008 CI PORTI TANTA FORTUNA E SOPRATTUTTO UN POSTO IN COPPA UEFA!
RINGRAZIO DI VERO CUORE LE PERSONE CHE VISITANO IL MIO BLOG GIORNALMENTE E CREDONO IN ME ED IN QUESTO PROGETTO DEL BLOG!
A TUTTI VOI UN BACIONE ED IMMENSI AUGURI DA CARLO ABBATE
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giovedì 20 dicembre 2007
LE FOTO DEL CALENDARIO
NATURALMENTE HO PUBBLICATO SOLO LE FOTO DEL POCHO,
QUESTO CALENDARIO LO TROVO MOLTO BELLO POICHE' NON E' IL SOLITO CHE CI FANNO VEDERE FOTO DEI GIOCATORI QUANDO GIOCANO E' STATA UN 'INIZIATIVA MOLTO SIMPATICA.
COSA NE PENSATE DEL POCHO MECCANICO? OPPURE APPENA SCESO DA UN AEREO?
RAGAZZI UN CONSIGLIO COMPERATEVI IL CALENDARIO COSTA SOLO $9.90
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mercoledì 19 dicembre 2007
martedì 18 dicembre 2007
Arriva il Calendario della SSC Napoli
Il Calendario è un'ulteriore interazione con il nostro pubblico". Aurelio De Laurentiis ha presentato il primo Calendario fotografico ufficiale della SSC Napoli. Un prodotto realizzato al di fuori degli schemi canonici che ritrae la squadra azzurra nelle più belle e caratteristiche location della città, attraverso l'obiettivo del fotografo di moda Diego Santangelo con la supervisione del marketing manager del Calcio Napoli Alessandro Formisano.
"E' la nostra prima iniziativa - ha detto il Presidente De Laurentiis - al di fuori dell'attività sportiva. Un'idea nata tra i vari programmi che progettualmente ha stilato la Società. L'abbiamo concepita in poco tempo e sono molto soddisfatto di questo omaggio ai tifosi che rappresenta un altro ponte verso il nostro pubblico. Una ideale interazione tra i protagonisti in campo e i nostri appassionati. Vuole essere un gesto di attenzione e di grande rispetto per l'affetto che i tifosi azzurri quotidianamente ci manifestano. E sono molto soddisfatto del risultato finale".
Anche il Direttore Generale Pierpaolo Marino ha espresso la sua felicitazione raccontando l'esperienza 'inedita'. "Ci siamo divertiti molto a scattare queste foto ed è stata una parentesi che ha rappresentato un po' di svago tra le tensioni delle giornate sportive. Per una volta ci è sembrato di essere noi i protagonisti di un film di De Laurentiis. In trenta anni non avevo mai vissuto una situazione del genere e devo dire che è stata un'esperienza bellissima. E' un Calendario realizzato con passione e che sono certo avrà molto successo".
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lunedì 10 dicembre 2007
IL POCHO SALTERÀ SIENA-NAPOLI
Ezequiel Lavezzi salterà il prossimo incontro di campionato contro il Siena, in programma domenica 16 dicembre. L'attaccante argentino, diffidato, si è fatto ammonire al 17° del primo tempo per un calcio alla bandierina dopo una incredibile azione personale.
Fonte: Napoli2000.com
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NAPOLI-PARMA 1-0
Edy Reja si gode il ritorno al successo del Napoli dopo la pesante scoppola di Bergamo. ''Venivamo al San Paolo dopo la sconfitta di Bergamo, avevamo fame di rivincita, di fare una bella prestazione. I ragazzi hanno interpretato la gara molto bene, considerando anche le caratteristiche del Parma, che ha giocatori particolarmente veloci. Siamo rimasti giusti, bloccati in fase difensiva. Loro hanno avuto una possibilità all'inizio con Reginaldo, ma un'occasione nell'arco della partita ci può stare. La squadra ha fatto molto bene, ma raggiunto il vantaggio abbiamo avuto un po' di timore. Psicologicamente non era facile affrontare questa partita''
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venerdì 30 novembre 2007
Marino: 'Lavezzi con noi per sempre'
Il nostro progetto prosegue a tappe . Pierpaolo Marino è stato oggi ospite del Corriere dello Sport. Il Direttore Generale del Napoli, ricevuto dal Direttore del prestigioso quotidiano sportivo Alessandro Vocalelli, ha illustrato il progetto del suo Napoli ed ha contestualmente tratto un primo bilancio della stagione in corso.
Marino ha risposto alle tantissime mail (oltre 800) che sono giunte per lui dai tifosi azzurri sparsi nel mondo. Tra i contatti di posta elettronica da registrare anche messaggi provenienti dall'Australia. Il Direttore Generale non si è sottratto ad alcun interrogativo e non ha nascosto, sia pur con parsimonia, le ambizioni dal suo Napoli soprattutto in chiave futura.
Siamo soddisfatti di quanto stiamo facendo al primo anno di Serie A. Stiamo esprimendo un gioco brillante, a tratti esaltante, ed abbiamo tenuto testa anche ai grandi club in campo. Forse l'unico neo è che ci mancano due o tre punti rispetto a quelli che avremmo meritato in campo ma la classifica è già bella così. Con quei tre punti in più sarebbe stata straordinaria ma va bene così.
Anche perchè questa squadra sta dando conferma della bontà del nostro progetto che parte da lontano e che vuole arrivare lontano . Anche davanti a chi gli 'strofina' la lampada di Aladino per il sogno scudetto Marino non si sottrae. E' un obiettivo che tutti desideriamo ma per il raggiungimento del quale ci vuole tempo e lavoro. Per ora non ne parliamo e proseguiamo il nostro percorso tappa dopo tappa .
Intanto lo scudetto del calciomercato il Direttore Generale del Napoli lo ha probabilmente già vinto con il colpo Lavezzi. Devo dire - sorride Marino - che evidentemente Lavezzi se lo erano dimenticati in molti, noi di certo no. In Argentina era un uomo di spicco ed uno dei nomi di punta più considerati ed amati. Ora è un nostro patromonio .
Quanto varrebbe ora questo patrimonio in chiave mercato? Avrebbe un valore immenso, anzi inestimabile. Nel senso che non lo cederemo mai . A proposito di mercato tra i tanti nomi proposti al Direttore azzurro dai tifosi ci sono anche quelli di due napoletani.. Sì, Pasquale Foggia e Mauro Esposito sono due talenti campani e a me piacciono molto. Mi farebbe piacere vederli a Napoli ma sono cose che non si possono prevedere .
Infine una chicca: 'Direttore chi preferisce tra Pelè e Maradona?'. Conoscendo i gusti e la carriera di Pierpaolo Marino è un po' come chiedere all'oste se il vino è buono.. Non c'è dubbio, scelgo Diego. Pelè era un giocatore straordinario, muscolare e dotato di una tecnica sopraffina. Ma Maradona è un'altra cosa. Lui e il pallone formavano un corpo solo .
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Lavezzi, il più picchiato del campionato
Anche ieri mattina Ezequiel Lavezzi era in palestra mentre la squadra si allenava sul prato dietro al campo pratica di golf di Castelvolturno. Il fantasista argentino era, ed è ancora, alle prese con una poderosa botta alla gamba da smaltire. Niente di grave, per carità, nulla che possa precludere al giocatore la partita di Bergamo di domenica prossima; si tratta solo della consueta settimana di recupero di un giocatore che in campo viene letteralmente tartassato dai difensori avversari.
Per fermarlo, generalmente, non esistono altre alternative, bisogna mandarlo per terra: e i difensori avversari non si fanno scrupoli ad utilizzare le maniera forti. Anche perchè, quando si colpisce Lavezzi, non sempre gli arbitri sono disposti a fischiare. Parlare di malafede sarebbe oltraggioso nei confronti della classe arbitrale, però da quando l’argentino cadde in area durante Napoli-Juve, e si prese un rigore che forse era dubbio, s’è sparsa la voce che Lavezzi è uno che cade troppo facilmente.
E siccome i fischietti hanno paura di sbagliare, preferiscono non fischiare: «La vera questione non sono i falli che vengono concessi per gli interventi su Lavezzi - spiega il direttore generale del Napoli, Pierpaolo Marino - il problema sono i falli che lui riceve e che non vengono sanzionati. Ogni tre colpi proibiti che riceve Lavezzi, arriva un fischio. Così per lui è difficile giocare, e per noi è difficile tutelarlo». L’ultimo episodio clamoroso risale alla partita contro il Palermo, in trasferta.
Lavezzi non fu solo spedito per terra, ma l’avversario riuscì anche a salire con gli scarpini sulla sua schiena, eppure l’arbitro Rosetti (uno d’esperienza, mica l’ultimo arrivato) non s’accorse nemmeno del fatto, nonostante le proteste del giocatore: «Dopo quella la partita aveva ancora i segni dei tacchetti sulla schiena - dice Marino - ma sarebbe stato inutile portarlo dall’arbitro e farglieli vedere. ormai la partita era finita».
Anche domenica scorsa, dopo la vittoria sul Catania, il direttore Marino ebbe qualcosina da dire sulla direzione di Brighi: «Ha diretto bene, ma oramai a Lavezzi fischiano un fallo ogni cinque..», raccontò a fine gara. Proprio nell’ultimo match, probabilmente è stato raggiunto il vero record di fischi negati al giocatore argentino: Brighi ha sanzionato il primo fallo contro l’attaccante azzurro, al minuto numero 75, un quarto d’ora prima della fine della partita.
Evidentemente, prima di quel momento, nessuno aveva toccato il Pocho e quando era rovinato per terra, in almeno tre occasioni, era inciampato da solo.. Lui, il Pocho Lavezzi, cerca di stringere i denti e andare avanti. Il Napoli non ha voglia di alimentare la polemica sui fischi arbitrali negati a Lavezzi e cerca di aiutare il ragazzo a recuperare in fretta dalle contusioni della domenica, per consentirgli di tornare in campo alla domenica successiva.
In Italia, nonostante i fischi negati, Lavezzi è il giocatore più tartassato del campionato. Sessantuno i falli ufficialmente subiti dall’inizio della stagione, almeno cento quelli realmente ricevuti. Dietro di lui c’è solo Foggia del Cagliari, con 56 falli subiti. Gli altri sono staccatissimi, compresi Del Piero e Kakà: hanno subito rispettivamente 33 e 32 falli, la metà dei colpi inferti a Lavezzi.
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giovedì 29 novembre 2007
Lavezzi, un altro tatuaggio: sulla pelle la «N» azzurra
Ha dodici tatuaggi, ben presto aggiungerà il tredicesimo. Lavezzi l’ha già scelto e a farglielo sarà Mario Tramacco di «Tattoo enigma» a San Vitaliano. Sarà lo stemma del Napoli. Ricordando che ha tatuati sul corpo il nome del figlio e l’immagine di Maradona, la «N» del Napoli avrà un suo significato: «Questo club e i suoi tifosi sono entrati nella mia vita».
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lunedì 26 novembre 2007
NAPOLI-CATANIA 2-0
Doppietta di Zalayeta, per un Napoli Reja recupera Blasi a far legna in mezzo al campo, mentre Baldini deve rinunciare a Vargas e Terlizzi, squalificati. E' un Catania che comincia forte, stimolata forse dall'inedita maglia arancione (con risvolti blu), in stile Olanda. Pressing, dialoghi ad alta velocità; il Napoli per un quarto d'ora non riesce a prendere le misure ai siciliani. Come un diesel, però, gli azzurri mettono piede nella metà campo avversaria e non si schiodano più, salvo in rare occasioni. Di tiri in porta, in compenso, nessuno, anche perché il Catania alza le sue oneste barricate. Tutto questo fino al 43', quando da una rimessa laterale il pallone giunge a Zalayeta. Il Panteròn con una finta si sbarazza di due difensori e si spalanca la strada per un calcio di rigore in movimento. Piattone di sinistro e Polito battuto. Il modo migliore per chiudere il primo tempo. La risposta di Baldini ad inizio ripresa è Llama. Un rischio, perché uscendo Colucci il centrocampo catanese s'indebolisce. Piatto ricco per Gargano e Hamsik. L'uruguaiano in tal senso è impressionante, con le sue progressioni da giocatore di rugby. Lavezzi, come sempre, è un folletto che negli spazi aperti si esalta; l'impressione a volte è che se volesse mettere la quarta marcia sarebbe ancora più devastante. Sottil e Stovini sul "Pocho" usano spesso le maniere forti, forse per farsi passare i mal di testa. Comunque, è un Napoli che gioca la ripresa sul velluto, e che chiude la partita con un altro super gol di Zalayeta, tra l'altro in procinto di essere sostituito. Uno-due, guarda un po', con Lavezzi, e destro potente rasoterra. Potrebbe addirittura arrotondare, il Napoli, con il Catania ridotto a sacco da pugilato. Ma Polito dice no in almeno tre occasioni.
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lunedì 12 novembre 2007
palermo napoli 2-1
Buttata via un'altra occasione. Il Napoli a Palermo paga i suoi troppi errori e anche le mezze prestazioni di quasi mezza squadra. Eppure l'aveva avuta in pugno la partita. In vantaggio, invece, è riuscito a farsi prima raggiungere e poi addirittura superare. Al Palermo è bastata una notte da combattimento per aver ragione degli azzurri e uscire dalla crisi. Parola che il Napoli di certo non conosce, ma certo non è una grande cosa pareggiare in case e prenderle in trasferta. Forse è bene cominciare a preoccuparsi. Eppure la partenza azzurra è niente male. Il disegno di Reja sembra vincente su quello necessariamente più accorto e d'emergenza che mette in campo Colantuono costretto a rinunciare a uomini importanti in quantità. Cinque minuti, infatti, e punge Hamsik. Altri cinque e Fontana fa il fenomeno sul sinistro di Lavezzi, poi è ancora lo slovacco a caricare il destro e stavolta a mangiarsi pure il gol. Venti minuti tutti napoletani, dunque. Venti minuti di possesso del campo e della palla. Poi, però, la partita cambia. Il Palermo si cala meglio nella parte di chi non può deludere la gente e complice pure il centrocampo azzurro quasi quasi si ripiglia la partita. Anzi, fa di più. In due minuti due (19' e 21') mette i brividi agli azzurri. Prima Tedesco (di testa) e poi Brienza (col sinistro), infatti, centrano il palo alla sinistra di Iezzo che avrebbe parecchio da dire ai suoi compagni sulla libertà concessa ai siciliani. È qui che la partita cambia. Nel senso che la reazione, il gioco e la combattività del Palermo riportano la gara in equilibrio. Ma in questo ritorno rosanero c'è pure un bel po' di colpa azzurra. Non che complessivamente il Napoli dispiaccia, ma il problema è che non tutti i giovanotti di Reja danno il meglio di se stessi. Pur giocando un sacco di palloni non è preciso Garics, ad esempio, ma dove il conto non torna è a centrocampo. Qui, infatti, Gargano e Bogliacino fanno poco. E per giunta spesso sopravanzano anche Hamsik pericolosamente. C'è pure dell'altro, però. C'è che Maldonado (all'esordio al posto di Contini infortunato) ha difficoltà a tenere a bada Cavani e ci va duro sino all'ammonizione e c'è che Zalayeta, funzionale nel gioco di Reja a tener palla, poi sottoporta non c'è mai. Mai assiste Lavezzi e mai l'accompagna. Certo, si può dire che ora la partita si infiammi, ma succede solo perché Napoli e Palermo s'allungano imprudentemente e quindi s'offrono entrambe al contropiede. Il gol è quasi nell'aria. E infatti arriva in avvio di secondo tempo. Improvviso l'attacco di Lavezzi, bello il cross e puntuale pure il tuffo uruguaiano di Mariano Bogliacino. Palla in rete. Napoli in vantaggio. Ma la partita non è chiusa. Al contrario s'apre solo adesso. Rabbiosa, infatti, è la reazione del Palermo. E concreta. E redditizia. Tre minuti, infatti, ed è pareggio. Tredici ed è sorpasso addirittura. E in entrambe le occasioni è Giovannino Tedesco a non perdonare Iezzo: prima un gran bel pallonetto, poi un comodo appoggio su mancata uscita del portiere azzurro. Partita e risultato ribaltati, dunque. Il Napoli che s'era illuso si ritrova sotto. Prova a reagire, però. Ma Hamsik (36') è capace di sprecare un'altra occasione d'oro e a poco o nulla servono pure le entrate in campo di quel Calaiò che aveva sperato di giocare un po' di più e di quel Sosa che nelle intenzioni di Reja dovrebbe rendere subito più di Zalayeta e magari riacciuffare il risultato. Troppo tardi. Il Napoli attacca, sì, sino all'ultimo secondo, ma non rimedia più.
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martedì 6 novembre 2007
Grinta e gol: il Pocho lascia sempre il segno
Classe, velocità e potenza: Lavezzi è l’incubo delle difese. Decisivo anche con i calabresi Napoli si aggrappa a Lavezzi. Quando l’argentino ha segnato la rete del pareggio sulla Reggina, il San Paolo ha avuto un urlo di liberazione, di entusiasmo: quel ragazzo che si sfilava la maglia e andava a gioire davanti al pubblico, ha restituito serenità a uno stadio sfiduciato. Ezequiel Lavezzi, ventidue anni, continua ad essere l’uomo-simbolo del Napoli. Il giocatore che, da solo, mette in difficoltà gli avversari; l’uomo che, anche quando i compagni soffrono e fanno fatica, è capace di mille guizzi. Ieri pomeriggio, dopo la partita, i compagni uscivano mogi mogi, lui invece ha attraversato il corridoio degli spogliatoi con un sorriso che accompagnava quel suo passo veloce che sembra un samba brasiliano più che un tango argentino. Era felice Lavezzi, ma non ha aperto bocca davanti a microfoni e taccuini perché la società aveva deciso di tenerlo in silenzio. Non gli è scappato nemmeno un «sono felice». Ma l’entusiasmo di essere l’uomo vincente del Napoli che ha rimesso piede in serie A, glielo si leggeva in volto. S’è procurato il rigore che, poi, Calaiò ha sbagliato. E allora s’è rimboccato un’altra volta le maniche, e il gol è andato a farselo da solo. Eppure, ridurre la partita di Lavezzi a due soli episodi, sarebbe un torto grande per il «Pocho». Lavezzi è stato al centro di tutte le azioni pericolose del Napoli, anche ieri contro la Reggina. Ha partecipato ad ogni momento delicato del match. È riuscito a cavalcare ancora una volta, palla al piede, per lunghi metri sul prato del San Paolo, nonostante il trattamento che gli viene riservato, è sempre più duro. Nelle prime partite la sua classe non era bloccata dagli interventi duri degli avversari: poco conosciuto, ha vissuto i centottanta minuti iniziali del campionato italiano, mostrando colpi di classe e qualche magia, poi i difensori si sono accorti di lui e hanno cominciato a colpire duro. Ieri ha preso parte attiva all’azione che ha portato Hamsik solo davanti a Campagnolo nel primo tempo; è andato a mettere in crisi il portiere avversario dopo ventidue minuti della ripresa, con un tiro che è stato parato a fatica dall’avversario; poi s’è andato a prendere un sacrosanto rigore alla mezz’ora e alla fine ha anche segnato. In mezzo a queste vampate ci sono stati mille tocchi da campione; chilometri di corsa per liberarsi dagli avversari; tantissima pressione messa sulle spalle della difesa avversaria: perché, a un difensore, basta vederlo avvicinarsi all’area per entrare in crisi. Dopo la poderosa campagna mediatica seguita al dopo-Juve, s’è ritrovato appiccicata addosso anche l’etichetta del cascatore, lui che viene costantemente tartassato dagli avversari. Mercoledì notte a Firenze, ogni volta che subiva un fallo, veniva fischiato dal pubblico avversario, accusato di essere uno che finge. Lui non se l’è presa. Sa che questa etichetta se la porterà addosso per un bel po’ ma continua ad essere lo stesso giocatore di sempre. Quando arrivò in Italia, si disse che era bravo ma non aveva feeling con il gol. Per adesso di reti ne ha già segnate tre. L’anno passato ne fece 7 in tutta la stagione con il San Lorenzo. Evidentemente sta crescendo: il ragazzo bravo in attacco, ha anche scoperto di avere un buon rapporto con la rete.
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Il mio Lavezzi, che tesoro
La premessa è doverosa: Ezequiel Lavezzi è sempre più l'idolo di Napoli, certo, ma è un mistero anche per i compagni, vista la sua riservatezza: un ragazzo vivace e divertente, sì, ma per nulla divo o personaggio. La sua allergia nei confronti dei media si è acuita dopo quel problemino nel traffico napoletano, una storia che ha segnato tanto lui quanto la sua famiglia. Un vero e proprio clan, blindato e protetto. Impenetrabile.
Anche la signora Debora, la donna che l'argentino conosce sin dall'età di 14 anni, è ligia alla regola del o comment Eppure domenica al San Paolo attendeva l'uscita di Ezequiel dal salottino antidoping, la senora Lavezzi ha rilasciato qualche dichiarazione. Inconsapevole: ono felice del gol alla Reggina, certo. Pocho me l'aveva anticipato sabato sera: mi ha telefonato dal ritiro e mi ha detto che avrebbe segnato alla Reggina. Che avrebbe fatto il primo gol al San Paolo
Lo chiama Pocho anche lei, lo chiamano tutti così: un vezzeggiativo, un soprannome che in italiano potrebbe essere tradotto come iccolino Lavezzi dopo il trasferimento a Baires, ha prima conosciuto il Boca Juniors, poi l'Estudiantes e infine il San Lorenzo, squadra del quartiere di Almagro. Fu l'Estudiantes a scommettere su di lui, ed è qui che ha scritto un record: Ezequiel è stato il primo giocatore ad essere convocato in Nazionale pur giocando in serie B. Il pallone nel sangue, insomma. Come il piccolo Tomas: nche lui ama già il calcio. Gioca, gioca dice Debora.
Intorno, le famiglie di Zalayeta, Sosa, Gargano e Bogliacino: il Pocho frequenta esclusivamente loro. Cene in casa e rare apparizioni nei ristoranti per degustare pesce e pizza
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EZEQUIEL LAVEZZI: La paura dichiarata di Ulivieri per il Pocho, espressa prima della gara, fa capire come il suo nome stia oramai cominciando a circolare sulla bocca di tanti in Italia, e persino in Europa. E nel frattempo gongola Marino, che si è portato a casa un gioiello così per una cifra modica, tutto sommato. Anche quando non è in una di quelle giornate strepitose, questo ragazzo non sta mai fermo a guardarsi la partita, ma si dimena, corre si propone, e insiste, finche dai suoi piedi non arriva una di quelle giocate capaci di risolvere la partita. Due, per la precisione, domenica. La prima evidenzia come il suo scatto sia devastante, alla prima occasione nella quale il fulmine argentino ha avuto la possibilità di sgroppare verso l’area avversaria: fuori un avversario con una finta, e non appena ha un po’ di campo davanti, irresistibile slalom fino all’abbattimento da parte di Aronica in piena area di rigore. Un concentrato di tecnica e potenza da alta scuola. La seconda occasione è forse meno spettacolare, ma intanto è quella che permette al Napoli di raddrizzare il match, ovvero quella rasoiata precisa con la quale il Pocho finalmente riesce a battere Campagnolo. Prima rete in campionato al San Paolo, da centravanti puro, e terza rete totale in undici partite. Per uno al primo anno in Italia, che diceva di non vedere troppo la porta…davvero non male. Semplicemente fulmine
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LAVEZZI - «IL GOL LO DEDICO A NAPOLI»
disperazione per trecentosessanta minuti, dal Cagliari alla Juve; e, in mezzo, l’emarginazione nei novanta minuti da spettatore acciaccato con il Livorno; la perseveranza, infine, in quegli altri novanta da attore non ancora protagonista con la Reggina: cosa non si fa per campare! L’ennesimo pomeriggio a sfangare per gli altri, a creare nell’attesa della dissipazione più assoluta, a produrre assist, ad emulare Ronaldo mentre Aronica a travestirsi da Iuliano di una Juve- Inter incancellabile: che fatica! Un assolo da campo a campo, una serie infinita di cross, gli allunghi di sempre, il loco e anche il pocho di Napoli: però! Finita pure stavolta, finita senza riuscire a graffiare, senza aver la possibilità di sfatare uno stadio amico, certo, però anche tabù: finita per davvero, con la Reggina in vantaggio e con la terza sconfitta interna impacchettata. Gli ultimi granelli di sabbia nella clessidra, l’ultimo squarcio di lucidità, le gambe un po’ pesanti però ancora potenti, un pallone che danza nell’area e nell’aria, che piove dal cielo, che induce ad andargli incontro: è così che si fa per campare!
Quattrocentocinquanta minuti dopo, ecco a voi Ezequiel Lavezzi, eccolo felice come non l’avete mai visto, straripante e senza maglietta più addosso, scatenato e senza ormai più guardie del corpo da eludere ma tifosi da abbracciare, idealmente uno ad uno, dopo essere riuscito a rimuovere la maledizione che pareva averlo colpito in quello stadio da omaggiare: 11 alla Reggina, con una rasoiata che squarcia le nubi addensatesi su Fuorigrotta e scatena la Piedigrotta del calcio. «Dedicato a Napoli». L’annotazione di Udine, l’annotazione dell’Olimpico di Roma, l’annotazione nel chiuso dello spogliatoio agli amici di sempre, di questi quattro mesi napoletani che se lo coccolano e se lo godono, che ringraziano il Cielo per averlo dalla propria parte, che restano aggrappati sempre alla speranza perché finché c’è il loco c’è di che sperare. Il primo gol casalingo del pocho nel San Paolo ormai fracassato, rassegnato alla sconfitta, spappolato dalla delusione, è una miscela esplosiva allo stato puro, è un corrosivo dell’anima, è una scossa d’adrenalina per una città che s’è adottato l’ennesimo argentino e ne ha sistemato l’immaginetta sul comodino. La prima rete di Ezequiel Lavezzi è il premio per l’ennesimo pomeriggio da luna park, consumato a trascinarne quarantamila su e giù per le montagne russe, speso a correre da campo a campo sentendo sul collo il fiato degli avversari e l’ohhhh di stupore d’una folla ormai irrimediabilmente ai suoi piedi, anzi aggrappata alla sua chioma fluente, ubriacata dai suoi dribbling, deliziata dai suoi palleggi, dalla sua danza lieve, un tango seducente. Il Lavezzi-gol è un’esercitazione mai vista prima d’ora al san Paolo e il fato lo sistema al novantesimo, trasformando un thriller in un romanzo popolare che odora di Buenos Aires e Napoli, che intreccia profumi già annusati, che non mischia il sacro con il profano, lasciando che il miracolo avvenga attraverso un destro ciclonico e non un sinistro ineguagliabile. Il Lavezzi che s’impadronisce tout cort di Napoli è uno scugnizzo dai modi accattivanti che fa vibrare e vibra quando l’urlo disumano del San Paolo l’incorona ufficialmente: il nuovo re s’è presentato................................................................................................................................................................
Tre gol in serie A e tre in Coppa Italia
Ezequiel Lavezzi ha segnato domenica, contro la Reggina, in piena zona Cesarini, il suo terzo gol in serie A.
L'argentino era andato a rete nel 5-0 di Udine e nel 4-4 contro la Roma.
Domenica la sua prima rete al San Paolo.
Lavezzi è uno dei ventidue argentini nella storia del Napoli.
Con 3 gol ha affiancato Ramon Diaz.
Prossimo obiettivo le 4 reti in azzurro di Giorgio Humberto Rosa, argentino del Napoli 1962-64.
I primi tre posti della classifica dei bomber argentini del Napoli sono occupati da Maradona (81 gol), Pesaola (27) e Sosa (25).
Ecco i numeri del 2007/08 di Ezequeil Lavezzi:
presenze: 12 (10 in serie A e 2 in Coppa Italia)
minuti in campo: 1.050 (881 in serie A e 169 in Coppa Italia)
partite intere: 6 (5 in serie A e 1 in Coppa Italia)
sostituzioni avute: 5 (in serie A)
sostituzioni fatte: 1 (in Coppa Italia)
ammonizioni: 2 (in serie A)
gol: 6 (3 in serie A e 3 in Coppa Italia)
Ha segnato finora 6 gol in 1.050 minuti: una rete ogni 175'
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lunedì 5 novembre 2007
POCHO: PRIMA GIOIA AL SAN PAOLO IN CAMPIONATO
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Giornata per il Napoli, quella undicesima, dal sapore agrodolce: un punto contro una squadra non di certo di primissimo livello, ma un punto meno amaro perchè arrivato a speranze oramai perdute. Un rigore sbagliato, e un calciatore come Calaiò ancora a secco, anche se in suo favore giocano i non tantissimi minuti giocati. Una bella notizia invece, è la prima marcatura personale del Pocho Lavezzi in campionato, sul prato del San Paolo. Ci sono volute undici gare, per l'attaccante agentino, ma finalmente, dopo le prodezze di Udine e Roma, e la trpletta al San Paolo, ma in Coppa Italia contro il Pisa, quest'oggi al minuto '89 è arrivata la prima soddisfazione in massima serie davanti al suo pubblico.
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domenica 4 novembre 2007
Napoli-Reggina 1-1
Napoli - L'urlo del Pocho. Ezequiel Lavezzi al novantesimo libera il San Paolo dall'incubo. Il Napoli pareggia 1-1 una partita da "Ogni maledetta domenica" di quelle che 'la palla non vuole entrare', che non basta neppre un rigore, che non c'è verso di vedere il sole. Ed invece la luce arriva poco prima delle 5 del pomeriggio: il Pocho strappa pagine di letteratura vudù e appendici di stregonerie. Azzurri come Ercolino sempre in piedi si riprendono il minimo sindacale del merito di una partita condotta all'assalto praticamente sempre. Un punto che non si conta sulle dita ma sul cuore.
Napoli che deve trovare la chiave per aprire la cintura reggina. Ulivieri predispone una comprensibile trincea con in aggiunta l'islandese Hallfredsson che blocca a uomo Gargano. Insomma c'è da scardinare. Il Napoli si vede subito al 16': triangolazione veloce Lavezzi-Zalayeta-Hamsik, tiro potente dello slovacco, alto. Al 18' Bogliacino invita ancora Hamsik all'acchito: sinistro pronto e stavolta Campagnolo salva coi piedi. Al 26' punizione di Domizzi, centrale. Al 27' gran progressione di Grava che entra in area da destra, tiro cross teso, Domizzi e Zalayeta in spaccata non ci arrivano di un nulla. Al 30' ancora Grava, taglio per Bogliacino che si getta sul pallone ma non trova l'impatto. Al 39' si vede per la prima volta la Reggina: incursione di Modesto, cross teso e Iezzo è pronto all'uscita. Primo tempo: 0-0.
Nel secondo c'è il colpo: al 9' Vigiani devia in porta un cross da calcio d'angolo, 1-0 per la Reggina. La salita è ancora più ripida. Reja manda dentro Sosa e poi Calaiò. Si contano i minuti, le occasioni, brividi. Prima la testa di Bogliacino, Campagnolo salta come un gatto a deviare. Poi Lavezzi da lontano al 67'. Finchè il Pocho non decide di fare da solo: progressione da urlo, irresistibile, palla al piede per 20 metri, e prima di arrivare in porta Aronica lo stende. Rigore. Va a tirarlo Calaiò. Campagnolo intuisce l'angolo e devia. Non vuole entrare. Fino al lampo di Lavezzi. Il Pocho al novantesimo si curva e scaraventa in porta un destro rabbioso: 1-1. L'urlo di Ezequiel il lupo e la liberazione del San Paolo. Un punto che non si conta sulle dita ma sul cuore.
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