lunedì 3 marzo 2008
NAPOLI-INTER, IL COMMENTO
Incredibile ma vero. Il Napoli di Edy Reja, lo stesso Napoli tanto criticato per il pessimo rendimento degli ultimi 2 mesi (gennaio e febbraio) in cui ha conquistato appena 7 punti in 8 partite (media di 0,87 punti a partita), è l'unica squadra di Serie A ad aver battuto i Campioni d'Italia dell'Inter in questa stagione. I nerazzurri non perdevano in campionato dal 18 aprile 2007, 1-3 contro la Roma, la stessa Roma che a questo punto ringrazia il Napoli e si riporta a -6. Ma la "cortesia" partenopea è insidiosa perchè a quanto pare tra i piani azzurri c'è quello di tentare di ristabilire l'equilibrio già da domenica prossima, quando giocare al San Paolo toccherà proprio alla Roma di Spalletti, impegnata mercoledi a difendere il 2-1 nella difficilissima gara di ritorno sul campo del Real Madrid, per cercare il passaggio ai quarti di finale di Champions League. Ma se un Napoli dato in crisi ha battuto l'imbattuta capolista un motivo ci deve pur essere.
LE DUE SQUADRE
Effettivamente non si può ignorare che l'11 di Mancini era in estrema emergenza per via dell'indisponibilità di ben 9 uomini di primissimo livello quali Ibrahimovic, Cruz, Stankovic, Cambiasso, Samuel, Cordoba, Cesar, Maxwell, e Dacourt; altresì va anche detto che tra squadra e panchina i nerazzurri annoveravano giocatori del calibro di Crespo, Suazo, Zanetti, Materazzi, Julio Cesar, Figo, Chivu, Maicon, Maniche, Jimenez, oltre ai giovani e promettenti Balotelli e Pelè. Il Napoli da parte sua, orfano del solo Domizzi squalificato, e del portierone Iezzo ancora fermo ai box, ha potuto giocare con la squadra tipo (o quasi), ma ciò che effettivamente ha fatto la differenza è stato soprattutto il cuore. Si perchè il Napoli ha giocato dal primo all'ultimo minuto a 120%, correndo senza sosta a tutto campo, con voglia, grinta, determinazione e stimoli che sembravano perduti dopo la grande vittoria casalinga contro la Juventus del 27 ottobre scorso, e che solo a sprazzi sono venuti fuori in sporadiche ed episodiche occasioni. Dunque cuore, grinta, corsa, dinamismo e stimoli azzurri, contro condizione fisica approssimativa, infortuni, emergenza tecnica, squadra inedita in campo e infortuni in itinere di colore nerazzurro. Si perchè, ad "alleggerire" la situazione interista ci si è messo anche l'infortunio alla solita spalla sinistra per Christian Chivu, che ha dovuto abbandonare il campo di gioco al 52°. Ma poco conta. La verità è che il centrocampo rapido, guizzante e aggressivo del Napoli, ha surclassato quello spento, lento, impreciso e sfilacciato dell'Inter; che l'attacco del Napoli ha preso continuamente in velocità la difesa guidata dal Campione del Mondo Marco Materazzi, assistito da campioni internazionali del calibro di Maicon, Chivu e Zanetti; che la difesa del Napoli non ha concesso praticamente nulla agli attaccanti nerazzurri. Cosa che, a pensarci bene, ha davvero dell'incredibile. Incredibile. Si. Ma vero.
LA PARTITA
Vero come l'errore di Julio Cesar che dopo appena 3 minuti regala il gol del vantaggio al Napoli: lancio lungo dalle retrovie, Lavezzi scatta come un fulmine (e non è un caso), il portiere nerazzurro esce per bloccare ma la palla è troppo corta e Lavezzi è in agguato; in un istante l'estremo difensore brasiliano pensa al dribbling, al rilancio e al passaggio largo, ma quel che ne esce è un tocco maldestro che serve involontariamente Zalayeta, abilissimo a batterlo con un perfetto pallonetto, che fa esplodere i 60.000 del San Paolo: Napoli-Inter 1-0. Il Napoli insiste con pressing a centrocampo e ripartenze veloci. Il brevilineo Gargano ha la meglio sul "lunghissimo" Vieira, ancora alla ricerca della condizione migliore. Blasi è dovunque. Hamsik è svelto, propositivo e reattivo. Zalayeta, sbloccatosi da un lunghissimo digiuno di 2 mesi e mezzo, è in palla, per non parlare di Lavezzi che, appena il Napoli riconquista la sfera, attacca lo spazio con una velocità impressionante, dettando il passaggio lungo in profondità, e mettendo in crisi l'intera retroguardia nerazzurra. Il Napoli gira a mille e costruisce una serie infinita di palle gol che Julio Cesar è bravissimo a sventare, soprattutto quando toglie sulla linea una svirgolata di Materazzi, già rassegnato all'harakiri. L'Inter cerca di reagire ma la difesa azzurra è attentissima mentre la squadra di Mancini appare lenta, lunga, sfilacciata ed imprecisa. Solo al 19° Suazo ha una palla casuale che gli arriva sui piedi in area, ma Gianello neutralizza di piede la conclusione dell'attaccante honduregno. Il Napoli però non mette i remi in barca e anzi, insiste alla ricerca del secondo gol, sfruttando gli ampi spazi lasciati dell'Inter e la scarsa copertura in mediana di Pelè, Maniche e Vieira, a cui Gargano, Blasi ed Hamsik continuano a rubare palla, spazio e tempo. Nella sola prima frazione di gioco gli azzurri vanno vicini al gol con una penetrazione di Lavezzi con tiro a lato sul centro destra; con un bel colpo di testa di Cannavaro ben bloccato da Julio Cesar; con una staffilata ancora di Lavezzi a fil di palo; con un diagonale sbilenco di Zalayeta entrato in area con una grande azione di contropiede; con il salvataggio sulla linea dell'estremo difensore brasiliano sul quasi autogol di Materazzi; e con una serie impressionante di ripartenze mal sfruttate dagli azzurri. Finisce il primo tempo tra gli applausi scroscianti del San Paolo. Un Napoli nettamente superiore ha avuto il merito di annichilire i Campioni d'Italia, ma il demerito di non chiudere la gara con le tantissime occasioni create.
IL SECONDO TEMPO
Nella ripresa entra il capitano nerazzurro Zanetti, mentre Reja non mette mano ai cambi. Questa sera gli azzurri sembrano invasati. In apertura di ripresa uno scatenato Lavezzi va via ancora a Materazzi ma il tiro termina a lato. Un minuto dopo Santacroce strappa gli applausi effettuando un intervento perfetto in scivolata, tenendo testa in velocità a Suazo, che si stava per involare verso l'area con un'azione delle sue. Ma è solo una fiammata. Subito dopo il protagonista è ancora Julio Cesar che para d'istinto una violenta conclusione ravvicinata di Hamsik, perfettamente servito in area da Zalayeta. L'Inter cerca di spingere, soprattutto con Maicon sulla destra, ma Savini è in grande giornata e Hamsik lo aiuta in maniera efficace. Il copione è sempre lo stesso: l'Inter cerca il possesso, perde la palla e il Napoli riparte in velocità. In tre incredibili occasoni Zanetti ultimo uomo intercetta l'assist finale di Lavezzi per mandare in porta i compagni, ma al 73° Gargano si avventa sulla palla smorzata dal capitano nerazzurro e viene a contatto con Julio Cesar che prende prima la palla e poi il piede di Gargano: per l'arbitro Rizzoli è calcio di rigore. Tra le proteste nerazzurre Zalayeta si porta sul dischetto per la doppietta pesonale ma il suo tiro a mezza altezza è deviato in angolo dal balzo felino di Julio Cesar che completa alla grande il proprio riscatto personale dall'errore iniziale. A questo punto la paura che i nerazzurri possano prendere coraggio è tanta. Ma l'unica azione interista pericolosa è un lancio per Crespo dalle retrovie intercettato da Cannavaro. Gli immensi sforzi profusi dal Napoli cominciano tuttavia a farsi sentire, e la stanchezza sale. Soprattutto nelle gambe di Lavezzi, grandissimo protagonista per tutta la partita, che sbaglia all'81° l'ennesimo passaggio in contropiede, consentendo a Julio Cesar di uscire in presa bassa in anticipo su Zalayeta. El Pocho è stremato e si limita a tenere palla e amministrare il possesso perchè dopo 80 minuti a schizzare letteralmente come una scheggia per tutta la metà campo avversaria, la benzina è davvero finita. Anche uno spento Mannini è stremato e Reja lo toglie per Grava. La tensione è tanta, l'impresa si avvicina. Il quarto uomo indica 5 minut di recupero. Il pubblico protesta ma ci stanno tutti. L'Inter non ci crede e il Napoli fa girare la palla tra gli olè del pubblico. Al 94° entra Bogliacino per Hamsik ma è solo una mossa per spezzare fiato e ritmo. Ormai la partita è finita, ma quando lo dice Rizzoli con il suo triplice fischio è tutta un'altra musica: come quella delle note di "O'surdato 'nnammurato" che Santacroce canta in coro con i tifosi dello stadio San Paolo in festa.
IL "TERZO TEMPO"
I giocatori azzurri si abbracciano felici, così come Reja e Marino. Il terzo tempo è di quelli sani che fanno bene allo sport. Ma soprattutto la gioia azzurra per un risultato assolutamente insperato ha una quantità incredibile di sapori diversi: vittoria contro gli imbattuti Campioni d'Italia, 3 importantissimi punti in classifica che portano la squadra a +9 dalla zona retrocessione e -6 da quella Uefa, il ritorno al gol di Zalayeta, una prova da 10 e lode che ridona fiducia e serenità a squadra e ambiente, appannamento fisico superato, e la consapevolezza di aver riaperto il Campionato. Almeno fino a domenica prossima
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martedì 26 febbraio 2008
lunedì 11 febbraio 2008
Sampdoria-Napoli 2-0.
Continua la striscia negativa in trasferta per il Napoli che non vince lontano dalle mura amiche dalla seconda giornata di campionato. Emergenza difesa per la squadra di Reja, costretto a schierare Contini-Santacroce-Grava sulla linea difensiva e addirittura Blasi esterno destro. Nella Samp, assente il regista Volpi, in attacco Cassano in tandem con l'ex Bellucci. Nel primo tempo gli azzurri hanno tenuto benissimo il campo mantenendo una netta supremazia in fatto di possesso e giro palla, senza tuttavia mai riuscire ad impensierire i blucerchiati dalla trequarti in su. Gara noiosa e spezzettata, ravvivata solo da due occasioni per la Samp: la prima al 20° con incursione sulla destra di Maggio, fermato da Gianello con non poche difficoltà; la seconda al 42° con una torsione di Cassano che non impatta bene con il pallone consentendo al numero 22 azzurro la facile parata. Nella ripresa il comunque buon Napoli del primo tempo resta negli spogliatoi e la Samp alza baricentro e intensità di gioco. Gli azzurri si difendono con Contini e Santacroce su tutti a guidare la resistenza contro l'offensiva doriana. La gara segue molto nervosa e continuamente interrotta da falli e piccole discussioni senza particolari risvolti. Il Napoli, assolutamente impalpabile dalla trequarti in su, deve fare i conti con la stanchezza fisica di Lavezzi e Gargano, provati dall'impegno transoceanico con le proprie Nazionali, così come Hamsik, impegnato con la Slovacchia in Ungheria e sostituito da Bogliacino al 62° senza che questo provochi remora alcuna. La partita si trascina sui binari dello 0-0 ma il calcio è sempre imprevedibile: è il 76° e nella Samp è pronto ad entrare Bonazzoli al posto di Delvecchio ma proprio il centrocampista in procinto di uscire, beffa tutti ribadendo di testa a porta vuota un bel tiro di Bellucci respinto dalla traversa, dopo il perfetto assist in profondità di Cassano: è 1-0. Un Napoli senza energie prova a reagire ma dopo 6 minuti la Samp chiude i conti, ancora con protagonista Delvecchio, pescato solo a centro area e abile a servire di petto l'accorrente Franceschini, che con un perfetto diagonale fa secco Gianello per il 2-0. Napoli sulle gambe. Poca convinzione e poca forza nelle gambe. Reja prova anche la carta Sosa all'84°, ma la sensazione è che gli azzurri di quest'oggi non riuscirebbero ad andare a rete neanche se l'extratime durasse fino a mercoledi prossimo. E difatti arriva il fischio finale dell'arbitro Giannoccaro a sancire la 9ª sconfitta stagionale per il Napoli, la 7ª in trasferta, laddove gli azzurri sono riusciti a raccogliere appena 6 dei 27 punti totali che in questo momento valgono l'11° posto nella classifica generale della serie A. 6 punti dalla zona Uefa, 8 punti dalla zona retrocessione: fate un pò voi.
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sabato 9 febbraio 2008
Torna Lavezzi dagli Stati Uniti: aeroporto in tilt
Ormai è ufficiale: a Napoli la Lavezzi mania è sempre in crescita.Il "Pocho", di ritorno da Los Angeles, dove era stato impegnato con la nazionale Olimpica (con la quale ha realizzato anche un goal), è stato accolto da una folla festante al suo arrivo all'aeroporto di Capodichino.Migliaia di tifosi hanno accolto il rientro dell'argentino che, prima di salutare, ha promesso un altro goal contro la Sampdoria. goal.com.
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Lavezzi: "Grazie a Diego qui mi sento in terra santa"
Quì mi sento in terra santa - dice Lavezzi-. Per il fatto di essere argentini, i napoletani trattano diversamente me e il Pampa. Da quando sono arrivato l'ho notato. E' tutto grazie al legame con Maradona, che viene ricordato in ogni chiaccherata con qualunque persona. La cosa che mi ha colpito di più è che tutti sembrano averlo visto, non solo quelli che hanno più di 30 anni. Ma quanto si ferma a parlare Lavezzi nelle strade napoletane? Non tanto, il problema è che ogni volta che ti metti a parlare, devi restare tre ore a ricordare Diego. La passione per lui è ancora tanta. Non riesco ad immaginare come era Napoli e cosa succedeva con i giocatori che hanno vinto gli scudetti. IL MASSAGGIATORE: Il massaggiatore che abbiamo, Salvatore Carmando, è lo stesso di quegli anni e lui ci racconta spesso i riti di Maradona nello spogliatoio. Diego lo portò al Mondiale in Messico, e Carmando finì sul balcone della nostra Casa Rosada celebrando con la gente e i giocatori. Si sentiva pure lui un campione mondiale. ENTUSIASMO: Sapevo che i tifosi napoletani erano fanatici, ma non credevo tanto. E' l'unica squadra in cui i tifosi conoscono persino il terzo portiere. Se qualcuno ti riconosce in mezzo alla strada, in cinque minuti ci sono cento persone attorno a te. Una volta sono andato in un negozio, avevo parcheggiato l'auto a 800 metri di distanza. E' arrivata la polizia per portarmi via, perchè non potevo uscire dal negozio. MUSICA: Con gli uruguaiani, nello spogliatoio, mettiamo un pò della musica che ci piace, cumbia. Gli italiani lo ascoltano. A qualcuno piace, a qualcuno no, ma non dicono nulla. L'amore dei tifosi è bellissimo, ma non voglio che sia fugace. Devo ancora confermarmi in campionato: è ciò che voglio. Per fortuna ho cominciato bene, ma la cosa più difficile è rimanere ad alti livelli. La serie A è molto tattica e fisica ARBITRI: Alcune cosine le ho notate, ma l'importante è adattarsi e andare avanti. Anche se lo scudetto, per alcune squadre, sembra un sogno impossibile. In Argentina ogni squadra poteva sognare di vincere il campionato. Quì le cose sono diverse, ogni squadra ha obiettivi diversi e molto chiari.
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venerdì 8 febbraio 2008
Lavezzi è tornato "fulmine"
Tre gol in quattro giorni, assist e giocate che strappano applausi: il Pocho è tornato quello di tre mesi fa, dopo Napoli anche l´Argentina si gode il suo nuovo campione. Nel 5-0 rifilato al Guatemala c´è anche la firma di Ezequiel Lavezzi: sinistro da posizione angolata, portiere abbastanza generoso e palla sul secondo palo. È la conferma, anche in campo internazionale, che l´attaccante sudamericano, decisivo sabato scorso contro l´Udinese, ha ormai ritrovato il passo inarrestabile di inizio stagione. Il periodo di offuscamento sembra superato, la freschezza atletica messa in mostra anche in occasione dell´amichevole internazionale organizzata per preparare le Olimpiadi di Pechino conferma il buon momento di forma del Pocho. A cavallo della sosta natalizia, sia Lavezzi che Gargano avevano evidenziato un calo di condizione. Per l´argentino, in particolare, c´era più di una spiegazione. Al di là dei fisiologici cali di rendimento, a frenare l´esuberanza del fantasioso attaccante era anche la fine dell´effetto sorpresa: dopo qualche settimana, nessun difensore si era più lasciato cogliere impreparato dalla velocità e dai dribbling di quel giocatore che, fino a settembre, conoscevano in pochi. Per entrambi, però, il calo era stato associato anche alle voci relative a una tendenza a prolungare l´orario di rientro a casa la sera ben oltre il consentito. Indiscrezioni che il Napoli, a scanso di equivoci, ha provveduto a fugare affidando la tutela dei giovani talenti azzurri a giocatori più esperti e maturi: e così Sosa si è trasformato nella chioccia di Lavezzi, dispensando suggerimenti e aiutando il connazionale ad acquisire in fretta la mentalità da professionista, indispensabile nel campionato italiano. I risultati sono arrivati in fretta. Oggi Lavezzi, pagato 6 milioni di euro la scorsa estate, ne vale almeno 15 e su di lui, come su Hamsyk, si sono già posati gli occhi dei grandi club. Per il Napoli, però, l´ipotesi di una cessione non è neppure presa in considerazione: «Ha ragione Marino a tenersi stretto Lavezzi, così come noi ci teniamo stretto Cassano», osserva il dg della Sampdoria, Marotta. La sfida tra i due talenti di Napoli e Sampdoria è uno degli spunti più interessanti della prossima giornata di campionato: «Non sappiamo ancora se a marcare Lavezzi sarà il suo connazionale Campagnaro, deciderà Mazzarri. Di sicuro il Napoli, al mercato di gennaio, si è rinforzato molto», aggiunge Marotta. Tre dei quattro acquisti di gennaio potrebbero essere in campo dall´inizio tra due giorni, a Genova: oltre a Mannini e Santacroce, ha una chance anche l´ex viola Pazienza, destinato a sostituire Gargano se il mediano dovesse tornare affaticato dalla trasferta in Uruguay per l´amichevole con la Colombia. Ancora lavoro differenziato per Domizzi e Cupi, assenti anche domenica.
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giovedì 7 febbraio 2008
Lavezzi si riprende Napoli
S'è portato dietro le due reti rifilate all'Udinese nel lungo viaggio verso Los Angeles, dove ad attenderlo c'era la nazionale olimpica argentina che, ieri notte, ha disputato un'amichevole contro il Guatemala. Prodezze che hanno restituito a Ezequiel Lavezzi quel ruolo di prestigio che aveva perso negli ultimi due mesi e mezzo.
Un periodo abbastanza lungo, durante il quale l'attaccante s'è visto poco o niente. E il suo calo è coinciso, drasticamente, con quello di tutto il collettivo. Non a caso, ci sono voluti i suoi gol per consentire al Napoli di ritornare alla vittoria dopo quasi due mesi, contro l'Udinese. Gli ultimi 3 punti li aveva conquistati il 9 dicembre scorso, battendo il Parma, al San Paolo.
Gli è bastata una doppietta, dunque, per riconquistare la gente e per lasciarsi alle spalle quelle critiche e quei sospetti che ne hanno offuscato l'immagine. Gli sono bastate le due reti di sabato scorso per riproporsi nuovamente nel ruolo di leader del collettivo napoletano e per cancellare quelle voci che hanno raccontato le sue bravate notturne:
da queste parti è sempre più Lavezzimania, anche se da lui la gente vorrebbe una maggiore continuità, quella spinta che soltanto lui sa garantire ai compagni. D'altra parte, il film della vittoria sull'Udinese ha avuto un solo protagonista: Lavezzi, appunto, perchè da solo ha saputo costruire un successo che il collettivo nel suo insieme non è stato in grado di fare. gazzetta/goal.com.
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Lavezzi gran gol ed un assist con l'Argentina nel 5-0 sul Guatemala
Primo gol ufficiale con la maglia dell'Argentina per Ezequiel Lavezzi. Il Pocho ha segnato la seconda rete ed ha fornito un assist vincente nel 5-0 della Nazionale Olimpica contro il Guatemala in una gara di qualificazione per Pechino 2008 giocata a Los Angeles. Un vero e proprio gioiello quello del bomber del Napoli che di sinistro, da posizione defilata, ha infilato il portiere sul primo palo su assist di Huguain al termine di una splendida combinazione corale partita da Banega e rifinita da Riquelme. Il Pocho successivamente è stato anche protagonista di una bellissima cavalcata personale a sinistra culminata col passaggio gol ad Huguain per il 3-0. L'Argentina ha poi dilagato con le segnature finali di Maidana e Ruben.
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mercoledì 6 febbraio 2008
Ezequiel Lavezzi
Ezequiel Lavezzi poche ore dopo aver fatto esultare il popolo napoletano siglando il successo contro l'Udinese con una doppietta, si è imbarcato su un aereo con destinazione Los Angeles per raggiungere il ritiro della nazionale Argentina Under 23. Domenica sera era già a disposizione del tecnico Batista. Lunedì è suonata molto presto la sveglia per Ezequiel che insieme ad altri compagni di nazionale arrivati dall'Europa ha svolto prima un leggero allenamento in palestra e successivamente si è unito al resto del gruppo sul campo della Università della California del Sud. Il tecnico Batista era accompagnato dal tecnico della nazionale maggiore argentina Basile, per iniziare un rapporto di sinergia tra le due squadre Nazionali. Batista ha comunicato in serata (ora di L.A.) gli undici che partiranno titolari giovedì contro il Guatemala nell'amichevole di avvicinamento ai Giochi Olimpici di Pechino, si tratta di:
Ustari; Zabaleta, Demichelis, Fazio; José Sosa, Mascherano, Banega, Escudero; Riquelme; Lavezzi e Higuaín.
Saranno 2 i fuori quota "El Topo" Riquelme ed "El Jefecito" Mascherano, per il resto il "El Pocho" Lavezzi sarà in compagnia del meglio della nuova generazione di calciatori argentini, mancano solo "El Kun" Agüero (infortunato), "El Pulga" Messi (non convocato) ed "El Pintita" Fernando Gago (infortunato). Venerdì mattina "El Pocho" salirà di nuovo sull'aereo questa volta con direzione Milano per raggiungere il ritiro del Napoli a Genova, dove domenica alle ore 15.00 si giocherà la 3/a giornata di ritorno tra Sampdoria e Napoli
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lunedì 4 febbraio 2008
Lavezzi illumina il Napoli :Napoli, e` super Lavezzi.
Due reti per riprendersi il ruolo di uomo nuovo del calcio azzurro. Ezequiel Lavezzi s'è concesso due piccole magìe per riportare tre punti a Napoli e per restituire il sorriso a un gruppo che stava cominciando a fare fatica. Bocca chiusa per decisione della società, sorrisi larghi così all'uscita dagli spogliatoi. Sottobraccio all'amico Gargano, parole sudamericane. Sei contento Pocho? «Si, sono contento». Due gol, la prima doppietta in campionato con la maglia azzurra, la seconda della sua avventura napoletana. Già era successo in coppa Italia, ad agosto, contro il Pisa. Due reti per regalare un sogno alla Napoli che stava per riaffacciarsi alla serie A. Anche quella era una notturna, fu immediatamente chiamata la «notte del Pocho». La Napoli della passione e l'Italia del calcio cominciarono a scoprire quel ragazzotto che era sbarcato in Italia preceduto dalla fama di uno che crea tanto ma non ha il gol facile. Mise dentro due reti in estate, ne segnò un'altra durante la goleada di Udine alla seconda di campionato. Si disse che il Pocho Lavezzi era cambiato, che aveva recuperato la via della rete grazie alla magìa di Napoli. Poi l'appuntamento con il gol è diventato sempre più rado. Una rete contro Roma e Reggina, e nulla più. Si era ricominciato a parlare di lui, un'altra volta in termini negativi e preoccupati: ha perso lo smalto dei giorni d'esordio, è banale e gli allenatori avversari hanno imparato come arginarlo, pensa più al divertimento che al campo. Il Pocho non s'è dato cura delle parole. Ha cercato di ritrovare le giocate dei giorni d'inizio (perché lentamente e inesorabilmente erano uscite dal suo repertorio), ieri sera si è ripresentato come fece ad agosto. In quei giorni dicevano che era grasso e non sarebbe riuscito a far nulla, e invece segnò e fece dribbling e fece sussultare l'Italia del football. In questi giorni s'è parlato soprattutto delle sue notti brave e Lavezzi è stato capace di tornare grande. Quasi un segnale questa doppietta all'indomani della chiusura del mercato. Come se fosse un messaggio alla piazza: «Guardate che l'uomo nuovo sono ancora io». E un segnale preciso è arrivato anche dalla squadra che ha fatto festa alle sue reti come se fosse stato cancellato un piccolo incubo. Vittoria ritrovata e gol del Pocho. Sosa non stava nella pelle, continuava a dare la caccia al suo compagno per fare festa, e siccome Lavezzi era sotto al mucchio di compagni, schiacciato per terra, Sosa s'è lanciato a peso morto sull'intero gruppo. Il Pampa, primo aqcquisto del Napoli di De Laurentiis, l'ha sempre spondorizzato: «È un campione», disse in estate, è l'uomo che può portarci in alto», disse a inizio stagione. «È pronto per fare grande anche la nazionale argentina», ha spiegato di recente. E proprio per dare una mano all'Argentina olimpica, Lavezzi partirà oggi alla volta di Los Angeles dove la squadra che si prepara per i Giochi di Pechino, affronterà il Guatemala. Ha promesso che tornerà senza sentirsi affaticato, pronto ad affrontare e a battere la Sampdoria. Pronto a segnare ancora, perché al Pocho il gol piace, a dispetto di chi sostiene che la rete non gli riesce tanto facilmente.
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domenica 3 febbraio 2008
sabato 2 febbraio 2008
Calcio, vince il Napoli con 3 prodezze di "Pocho" Lavezzi
Dieci leoni ed un predatore: 'Lupo' Ezequiel Lavezzi. Il guerriero della notte. Il Napoli batte 3-1 l'Udinese con un affresco firmato "Pocho 7". Una doppietta di Ezel che fa vibrare le corde del San Paolo. Un fulmine dopo l'altro sul cielo di Fuorigrotta, quando sono appena passate le 10 di una serata che ha le stimmate di questo santino di Governador Galvez con la chioma fluente dei guerrieri medievali, il ghigno vispo di uno scugnizzo dei Quartieri e il talento di un predestinato. L'urlo di Lupo Ezequiel è quello di una intera città che si stringe intorno al suo eroe. Napoli bello di notte: gli azzurri si riprendono il maltolto vincendo nuovamente sotto le luci del San Paolo, dopo l'ultimo successo a casa nostra con il Parma. Evidentemente è guardando in faccia alle tenebre che si vede davvero la luce. Quella sprigionata da due gol fantastici del Pocho quando la partita sembrava cristallizzata sull'1-1: un destro tagliente ed un colpo sotto che più che un cucchiaio sembra un'intera collezione di argenteria 800. Viva Napoli e viva il Pocho. Dieci leoni ed un predatore: Lupo Ezequiel. Il giustiziere della notte.
La notte porta consiglio e quella del San Paolo mette anche i brividi di suggestione. Il Napoli è ispirato. Al 2' Zalayeta ruba palla, entra in area e tira di destro: traversa. Al 3' Contini stacca su angolo di Hamsik: traversa bis. Azzurri travolgenti. Pochi secondi: Lavezzi va via a destra come un fulmine e crossa per Zalayeta, Zapata tenta l'anticipo ma se la butta dentro in spaccata: autogol, 1-0. Ma l'Udinese si ridesta con un gol davvero notevole: Pepe in drop di interno sinistro gira sul palo lungo di Gianello, 1-1.
Al 25' Gargano ci prova di sinistro, fuori di poco. Al 34' cross di Pepe che scentra la palla: parabola impazzita che finisce sul palo esterno. Partita veloce e bella che però si guasta al 36': Ayroldi vede un fallo di Cannavaro su Zapata lanciato a rete. Involontario o meno, l'arbitro non fa discussioni: rosso diretto per il napoletano che esce dopo aver giurato la sua innocenza. Napoli in 10. Finisce il primo tempo: 1-1. Secondo tempo. Nel Napoli dopo poco entra Santacroce per Garics ed è il secondo esordio di giornata tra i neo acquisti dopo quello di Mannini, partito sin dall'inizio (a loro unirà anche Pazienza che entrerà nel finale).
La seconda svolta arriva al 60': Pepe punta Hamsik e, persa palla, va giù. Per Ayroldi è simulazione, secondo giallo per l'attaccante ed espulsione. Si gioca 10 contro 10. Si fa per dire. Perché nel Napoli lì davanti c'è uno che vale doppio: Ezequeil Lavezzi. Il Pocho al 74' affila il destro e infila la palla nell'angolo di Handanovic: 2-1. San Paolo alle stelle. Ed al settimo cielo dopo appena due minuti: su azionedi Zalayeta, ancora l'argentino supera il portiere in uscita con un pallonetto di sinistro che evoca il grande Diego dal Paradiso del calcio, 3-1. E' qui la festa. Tra andata e ritorno il Napoli ne segna 8 all'Udinese. Sempre con la sigla del Lavezzi show. Un affresco griffato "Pocho 7". Che vale tanto oro quanto pesa...
Napoli in delirio per "el Pocho": Lavezzi manda in visibilio il San Paolo. E'' l''asso in miniatura argentino a decidere il secondo anticipo della 21/a giornata, con una doppietta che permette al Napoli di battere 3-1 l''Udinese al termine di un match che sul campo, in fatto di gol e divertimento, ha mantenuto le promesse della vigilia.
L''una di fronte all''altra due squadre che garantiscono calcio giocato a viso aperto e che mixate in un cocktail possono produrre risultati sempre sorprendenti. Come accadde all''andata, quando l''allora misteriosa matricola azzurra ando'' a vincere al Friuli niente meno che per 5-0. Reja e i suoi salgono a 27 punti, si complica invece la vita Marino, che domani in Fiorentina-Milan tifera'' per il pareggio per non perdere troppo di vista il sogno Champions.
E anche stavolta il Napoli si e'' confermato un pessimo cliente per l''Udinese di Marino, squadra ammirata da tutti per lunghi tratti del campionato e che una settimana fa si e'' tolta la soddisfazione di fermare l''Inter. L''allergia dei bianconeri agli azzurri si e'' resa palese da subito: al 3'' minuto il Napoli aveva gia'' scheggiato per due volte la traversa ed era in vantaggio grazie a un autogol di Zapata. Una doccia fredda servita a scuotere l''Udinese, che al 9'' ha trovato il pari. Nell''attacco dei napoletani Di Natale e Quagliarella, e'' stato il terzo incomodo del tridente, il romano Pepe, a trovare la girata vincente. La serata e'' sembrata volgere addirittura al meglio per gli ospiti quando al 35'' il Napoli e'' rimasto in dieci (fallo di ultimo uomo di Paolo Cannavaro), ma la porta azzurra e'' rimasta inviolata.
A rompere l''equilibrio di una gara densa di ribaltamenti di fronte e'' stato appunto il Pocho, che ha atteso meta'' ripresa per scatenarsi. Anche l''Udinese e'' rimasta in dieci (discutibile secondo giallo a Pepe) al 60'', e l''argentino ha trovato gli spazi per piazzare l''uno-due letale. Una rasoiata dal limite al 74'' e un gol di rapina due minuti piu'' tardi, infilandosi in uno svarione della difesa friulana che ha "regolarizzato" la sua posizione di offside. Gara improvvisamente chiusa, il San Paolo intero a spellarsi le mani.
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Lavezzi show al San Paolo
NAPOLI - Il Napoli esalta il suo pubblico e vince una partita vibrante, ricca di emozioni, giocata molto sull'agonismo e sui nervi. I partenopei battono per 3-1 l'Udinese grazie a un grande Lavezzi che propizia l'autorete di Zapata e segna una doppietta. I friulani peccano un po' di presunzione, non sfruttano quei 20 minuti di superiorità numerica e non costruiscono nulla di più di un momentaneo pareggio ottenuto grazie a un bel gol di Pepe. In mezzo ci sono tre legni, tante occasioni sotto porta e tanti salvataggi, una serie di errori in difesa.
Il Napoli era a digiuno di vittorie da cinque partite e quindi questi tre punti, oltre che per la classifica, sono fondamentali per il morale. L'Udinese allunga la sua serie negativa: eliminata dal Catania in Coppa, sconfitta da Milan e Napoli, un punto ceduto in casa all'Inter.
Reja manda in campo inizialmente solo uno dei nuovi acquisti, Mannini, e nella ripresa fa entrare anche Santacroce e Pazienza. Tutti promossi, visto il risultato. Molte le assenze nella difesa partenopea: Iezzo, Cupi, Domizzi oltre all'esterno Savini.
Perso Mesto per un lungo periodo, Marino fa spazio a Ferronetti.
In avvio gli errori difensivi dell'Udinese danno una spinta notevole al Napoli che colpisce due traverse e segnato un gol in tre minuti. Al 2', uno sbaglio di Inler permette a Zalayeta di involarsi sulla destra e di tirare: Handanovic devia e la traversa lo salva; sul susseguente angolo, la retroguardia friulana dorme e Contini di testa manda la palla a scheggiare la traversa.
Al 3' Lavezzi parte come una furia sulla destra, lancia un traversone rasoterra e Zapata, per anticipare Zalayeta, in scivolata infila Handanovic nell'angolo alla sua sinistra.
Dopo una partenza così negativa, l'Udinese si ricompone e all'8' pareggia in maniera spettacolare: punizione di D'Agostino da sinistra e gran sinistro al volo di Pepe.
A questo punto il Napoli cala e presta il fianco al contropiede dell'Udinese che avrebbe la possibilità di andare in vantaggio al 32': D'Agostino lancia in contropiede Quagliarella che, in fuga per 50 metri, giunto quasi in area invece di tirare dà a Di Natale che era in offside e, oltretutto, non è in grado di intercettare. Al 34' Pepe da destra spara e colpisce il palo basso alla sinistra di Gianello.
Poi l'episodio che fa molto discutere e che condiziona il Napoli. Al 36' su uno dei tanti contropiedi dell'Udinese, Cannavaro è espulso per fallo su Zapata, in realtà c'è anche un intervento scorretto di Grava su Dossena e si sente un fischio prima dell'intervento del capitano azzurro.
Nella ripresa il Napoli parte all'attacco. Ma è la squadra di Marino a rendersi pericolosa: dopo un saltavaggio su Quagliarella in aerea napoletana, Pepe al 14' spara un missile (fuori d'un pelo) su errore di Santacroce. Un attimo dopo per una presunta simulazione Pepe si becca il secondo giallo e viene espulso. E' così ristabilita la parità numerica.
Al 29' arriva il primo gol di Lavezzi che riceve a 25 metri ed esplode il suo destro all'angolo basso di Handanoivic. Poco dopo, il terzo gol azzurro: palla a Zalayeta, la difesa bianconera pasticcia, Felipe dà indietro, sulla palla si avventa il solito Lavezzi che con un pallonetto insacca. E per l'Udinese non c'è verso di raddrizzare la partita.
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Lavezzi, che show! Tris del Napoli
Udinese battuta 3-1: autorete di Zapata, poi Pepe e due gol in un minuto del Pocho. Espulsi Cannavaro e Pepe
NAPOLI, 2 febbraio - Emozioni, polemiche, magie. Non è mancato proprio niente al San Paolo. Alla fine a decidere l’appassionante sfida fra Napoli e Udinese è bastato un minuto. Tanto è servito a Lavezzi per mettere a segno una doppietta che ha tramortito la squadra di Marino: prima un gran destro dal limite e poi un cucchiaio a Handanovic che hanno mandato in visibilio il San Paolo. Alla fine il risultato è un po’ bugiardo, soprattutto per come si erano messe le cose in campo, con gli azzurri costretti a giocare con un uomo in meno per mezzora, a cavallo dei due tempi, per l'espulsione di Cannavaro. Ma dopo l'uscita dal campo di Pepe, espulso a metà ripresa per doppia ammonizione, è venuta fuori la classe del funambolo argentino. Molto discussi entrambi i cartellini rossi di Ayroldi: sul primo rosso a Cannavaro, per fallo da ultimo uomo su Zapata lanciato a rete, sembra evidente che il fischio sia precedente al fallo e riferito ad un’altra entrata fallosa di Grava. Sulla seconda espulsione, invece, il giallo a Pepe appare eccessivo, perché il contatto seppur lieve fra l’attaccante friulano e Hamsik sembra esserci.
BOTTA E RISPOSTA - In avvio Reja conferma il 3-5-2 schierando solo Mannini dei nuovi. Nell'Udinese unica novità Ferronetti al posto di Mesto. Gli azzurri partono forte: Zalayeta e Contini colpiscono due volte la traversa, poi arriva il vantaggio: Lavezzi va via sulla destra a Felipe, cross basso sul primo palo dove Zapata in spaccata anticipa ancora tutti mettendo però nella propria porta. L'Udinese pareggia subito: lunga punizione dalla sinistra, palla che arriva sul secondo palo dove Mannini si perde Pepe, girata di controbalzo e Gianello battuto. I friulani hanno la palla buona per il vantaggio a metà tempo, ma Quagliarella in contropiede serve Di Natale invece di calciare in porta.
TOCCA AL POCHO - Fra la fine del primo tempo e l'inizio della ripresa le due espulsioni di Cannavaro e Pepe che cambiano volto alla partita. Reja fa entrare anche Santacroce, ma è da uno della vecchia guardia che arrivano i colpi risolutori: Lavezzi trova prima un destro dal limite che fa secco Handanovic sul primo palo, poi - su retropassaggio involontario di un difensore - si presenta solo davanti ad Handanovic e lo beffa con un pallonetto. Finisce fra gli olè del San Paolo, il Napoli ritrova il sorriso e soprattutto la vittoria che mancava dal 9 dicembre (4 pareggi e tre sconfitte tra campionato e Coppa Italia).
NAPOLI-UDINESE 3-1
Napoli (3-5-2): Gianello; Grava, Cannavaro, Contini; Garics (6' st Santacroce), Blasi, Gargano, Hamsik (30' st Pazienza), Mannini; Lavezzi (40' st Bogliacino), Zalayeta. A disp. Del Giudice, Montervino, Sosa, Calaiò. All. Reja
Udinese (3-4-3): Handanovic; Zapata, Felipe (33' st Floro Flores), Lukovic; Ferronetti (25' st Colombo), D'Agostino (43' st Eremenko), Inler, Dossena; Pepe, Quagliarella, Di Natale. A disp. Chimenti, Coda, Candreva, Isla. All. Marino
Arbitro: N. Ayroldi di Molfetta
Marcatori: 3' pt aut. Zapata (U), 9' pt Pepe (U), 29' st e 30' st Lavezzi (N)
Note: espulsi al 35' pt Cannavaro (N) per fallo da ultimo uomo e al 15' st Pepe (U) per doppia ammonizione. Ammoniti Felipe, Mannini, Dossena, Zapata. Recupero 1' pt, 4' st. Spettatori 45.000 circa.
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Napoli in delirio per 'el Pocho'
Lavezzi manda in visibilio il San Paolo. E'' l''asso in miniatura argentino a decidere il secondo anticipo della 21/a giornata, con una doppietta che permette al Napoli di battere 3-1 l''Udinese al termine di un match che sul campo, in fatto di gol e divertimento, ha mantenuto le promesse della vigilia.
L''una di fronte all''altra due squadre che garantiscono calcio giocato a viso aperto e che mixate in un cocktail possono produrre risultati sempre sorprendenti. Come accadde all''andata, quando l''allora misteriosa matricola azzurra ando'' a vincere al Friuli niente meno che per 5-0. Reja e i suoi salgono a 27 punti, si complica invece la vita Marino, che domani in Fiorentina-Milan tifera'' per il pareggio per non perdere troppo di vista il sogno Champions.
E anche stavolta il Napoli si e'' confermato un pessimo cliente per l''Udinese di Marino, squadra ammirata da tutti per lunghi tratti del campionato e che una settimana fa si e'' tolta la soddisfazione di fermare l''Inter.
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Le pagelle degli azzurri: Lavezzi, un mostro
Napoli-Udinese 3-1: Lavezzi superstar, il Napoli torna a volare GIANELLO 6,5: Sul gol subito non può nulla. Per il resto, sbroglia al meglio ogni insidia. GRAVA 6,5: Prova di grande sostanza per il casertano. Bene come centrale, ancora più efficace come terzino destro. CANNAVARO 5,5: Prosegue il momento no per il fratello del Fabio Nazionale. E’ costretto a stendere Zapata, da ultimo uomo, che si involava tutto solo verso la porta di Gianello, meritandosi il rosso. CONTINI 7: Monumentale la prestazione dell’ex parmense. Chiude quasi tutto e fa ripartire l’azione dei suoi anche con buoni piedi. GARICS 5: Deludente, in regresso rispetto alle recenti sufficienti prestazioni. BLASI 6,5: Una gara di grande sacrificio e sostanza per l’ex Fiorentino. E’ il cuore della squadra. GARGANO 6,5: Quanto corre questo ragazzo! Un trottola impazzita che si è rivelata preziosissima soprattutto quando il Napoli era rimasto in inferiorità numerica… HAMSIK 6: Non una gara alla sua altezza, comunque da’ il suo contributo rendendosi utile anche in fase di non possesso. MANNINI 6: Si applica con grande volontà, ma l’ex bresciano non è un terzino. Il carattere non gli fa difetto e neanche l’impegno. LAVEZZI 8: Un mostro, scatti, dribbling, cross e due gol: cosa si può chiedere di più al ‘Pocho’? ZALAYETA 7: Uno dei migliori in campo, fa salire la squadra e regala colpi di gran classe. SANTACROCE 6: Da centrale se la cava egregiamente, esordio confortante. PAZIENZA S.V.: Entra in campo giusto per rubare un paio di palloni e per far intuire quanto sarà prezioso in futuro questo ruvido mediano. BOGLIACINO S.V.: Non giudicabile nei 5 minuti in cui è stato impiegato.
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Napoli-Udinese 3-1: Lavezziiii!!!
Napoli: Gianello, Grava, Cannavaro, Contini, Garics, Blasi, Gargano, Hamsyk, Mannini, Lavezzi, Zalayeta. A disp. Del Giudice, Santacroce, Montervino, Bogliacino, Pazienza, Sosa, Calaiò. All. Reja Udinese: Handanovic, Zapata, Felipe, Lukovic, Ferronetti, D'Agostino, Inler, Dossena, Pepe, Quagliarella, Di Natale. A disp. Chimenti, Coda, Candreva, Isla, Colombo, Eremenko, Floro Flores. All. Marino Arbitro: Ayroldi di Molfetta Marcatori: 3' pt Zapata aut. (N), 9' pt Pepe (U), Lavezzi 29' st, Lavezzi 31' st.
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lunedì 28 gennaio 2008
TIFOSI DEL CAGLIARI???VERGOGNATEVI!!!E ANCHE CELLINO ESAGERA.
DOLO IL PAREGGIO DEL CAGLIARI ALCUNI GIORNALISTI NAPOLETANI SONO STATI PRESI DI MIRA DA ALCUNI FACINOROSI CAGLIARITANI,E ADDIRITTURA DOPO IL 2°GOAL DEI SARDI LE PROTESTE SONO ANCORA PIU’ FORTI,VOLANO MINACCE E LA POLIZIA NON INTERVIENE PER NIENTE!!! E TANTO PER LA CRONACA DOPO IL 2°GOAL DEL CAGLIARI IL PRESIDENTE CELLINO SI VEDE DAL LABIALE DALLE TELECAMERE DI SKY E MEDIASET URLA “BASTARDI NAPOLETANI”!!! SIGNORI QUESTA E’ LA CITTA’ DI CAGLIARI!!!VERGOGNA
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Napoli rimontato e battuto 2-1
Cagliari ha sconfitto per 2-1 il Napoli al Sant'Elia in un incontro valido per la ventesima giornata, la prima del girone di ritorno del campionato di Serie A. Azzurri in vantaggio al 58' con Hamsik. Nel finale, il Cagliari è prima sfortunato, quando colpisce due traverse, con Fini all'86' e poi con Foggia al 90' (con decisiva deviazione del portiere Gianello), ma al 93' trova il pari con Matri e al 95' trova addirittura il gol-vittoria con Conti. Un successo che permette ai rossoblù di salire a quota 13 punti, sempre all'ultimo posto, ma ora a -5 dalla zona-salvezza, mentre il Napoli resta fermo a quota 24.
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mercoledì 23 gennaio 2008
Lavezzi convocato in nazionale
Lavezzi sarà di scena con l' Olimpica argentina contro il Guatemala a Los Angeles, in un test di preparazione per le Olimpiadi di Pechino.
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venerdì 18 gennaio 2008
NAPOLI-LAZIO, IL COMMENTO
Il Napoli è fuori dalla Coppa Italia. Bastava una vittoria per 1-0 per ribaltare il 2-1 dell'andata, eppure gli azzurri si sono presentati in campo con un atteggiamento troppo rinunciatario per almeno un tempo e mezzo. Con Hamsik febbricitante e Savini non al meglio, il tecnico Reja ha messo in campo Gianello tra i pali, Cannavaro, Domizzi e Contini centrali, Grava a destra, Rullo a sinistra e il trio mediano formato da Dalla Bona, che lentamente sembra guadagnare punti nelle grazie dell'allenatore friulano, Gargano, sempre più spompato, e Blasi, al rientro dopo l'ennesima squalifica. In attacco fiducia a Calaiò accanto a Zalayeta, che domenica in campionato dovrà scontare la seconda giornata di squalifica. Lavezzi, anche lui a corto di energie, in panchina, pronto a subentrare nel secondo tempo. Nella Lazio ancora spazio al giovane Muslera tra i pali e formazione quasi titolare, ad eccezione del tandem offensivo Tare-Vignaroli. La prima frazione di gioco scorre via nella noia più assoluta. Al 4° Calaiò sembra avere la palla giusta ma gira alto al volo il cross dalla sinistra di Rullo. Ma è un fuoco di paglia. La Lazio amministra bene, il Napoli non preme più di tanto. Gargano è impreciso e il centrocampo molto muscolare del Napoli accompagna poco l'azione, confinando di fatto Zalayeta e Calaiò nel deserto biancoceleste della trequarti laziale. La serata piovosa e il campo decisamente pesante poi, non agevolano di certo il compito dei calciatori. Si deve attendere il 20° per vedere un'altra azione: Gargano perde una pericolosa palla lungo l'out destro e il cross di Berhami raggiunge Mauri sul lato opposto, abile a colpire al volo, trovando però la deviazione in angolo di Contini. Sugli sviluppi del corner ancora Gargano stoppa male la palla che di fatto diventa un perfetto assist per la bomba dal limite di Berhami che si infila sotto il corpo di Gianello: è gol della Lazio ma l’arbitro annulla per netto fuorigioco di Mutarelli, reo peraltro di aver deviato il pallone davanti a Gianello. Giusta dunque la decisione del direttore di gara, nonostante la visibile perplessità del tecnico Delio Rossi. La Lazio non si deprime e continua a spingere approfittando di un Napoli debole sulle gambe e poco aggressivo. Gargano si becca il giallo per fallo su un imprendibile Berhami, prima della grande parata di Gianello che al 32’ devia in angolo d’istinto sull’ottimo colpo di testa di Tare da distanza ravvicinata. Il Napoli ci prova costruendo qualche sporadica azione in contropiede ma manca efficacia, velocità e precisione alla manovra azzurra. Al 43’ Dalla Bona serve un bell’assist di testa a Calaiò che tenta una rovesciata a centro area, contrastato in angolo da Siviglia. Si esaurisce di fatto qui il primo tempo: noioso, lento, e con poche emozioni. La ripresa si apre subito con un altro piglio: Dalla Bona, il più attivo tra gli azzurri, tenta il tiro da fuori dopo soli 6 minuti e la palla lambisce il palo alla sinistra di Muslera. Nel frattempo la Lazio perde 3 uomini per infortunio nel giro di 11 minuti: fuori Mutarelli per Manfredini, Siviglia per il napoletanissimo Stendardo, e Zauri per Kolarov, mentre sulla panchina azzurra si inizia a scaldare Lavezzi. L’inerzia della gara sembra pendere in direzione azzurra, ma al 55° ancora Tare di testa inverte la pendenza: punizione dalla destra di Ledesma, Cannavaro perde la marcatura del gigante albanese, che di testa fa secco l’incolpevole Gianello. Il San Paolo cala in un silenzio inquietante. Dopo qualche secondo di puro shock, dagli spalti sale il grido: “dai ragazzi non mollate”. Non è facile per l’insolita truppa azzurra, già in difficoltà nel cercare di creare qualcosa che abbia una parvenza di azione. Ma al 63° cambia la partita: dentro Lavezzi e Garics al posto di Rullo e Grava. Il Napoli adesso deve spingere e si affida alla freschezza e alla creatività del Pocho che fin da subito attira palloni ed avversari attorno a sé, imprimendo una marcia nettamente superiore al motore azzurro, e accendendo l’entusiasmo del San Paolo che spinge la squadra con un calore assordante. Reja passa dunque al 433 con Garics terzino destro e Domizzi terzino sinistro, affidandosi al tridente Lavezzi-Zalayeta-Calaiò. Gli azzurri ci credono e comprimono la Lazio nella propria trequarti. Dopo una serie di corner senza effetto tuttavia, è la Lazio che si fa pericolosa: al 73° Gianello tiene in partita i compagni con un’altra prodezza, ancora sullo scatenato Tare, servito da Mauri con un perfetto assist in profondità. Il Napoli però non molla e continua ad attaccare: al 75’ bella iniziativa sulla destra di Blasi che salta un uomo e mette al centro un perfetto assist per la testa di Calaiò che incorna altrettanto perfettamente a botta sicura, ma Muslera d’istinto devia sulla traversa. Al 78° calcio d’angolo di Lavezzi, palla respinta da Muslera su Zalayeta che all’altezza del dischetto calcia sul palo lontano, colpendo un'altra volta il legno. Sugli sviluppi dell’azione ancora Lavezzi dalla sinistra serve sul palo opposto el Panteron che calcia al volo verso la porta da posizione defilatissima, Muslera si lascia sfuggire la palla dalle mani, e Domizzi ne approfitta calciando a rete la palla dell’1-1. Esplode il San Paolo. Adesso gli azzurri ci credono davvero. Serve un altro gol per pareggiare i conti e andare ai supplementari. Il Napoli spinge e guadagna un’infinità di corner. La Lazio cerca di rallentare e spezzettare il gioco, che comunque resta confuso e privo di qualunque schema. Entra anche Sosa per Dalla Bona e le punte adesso sono 4 ma le cose non cambiano. La porta laziale resta inviolata fino al fischio finale, e questo vuol dire solo una cosa: Lazio ai quarti di finale di Coppa Italia mentre il Napoli esce così dalla competizione con il grande rimpianto di essersi svegliato troppo tardi. Ma gli azzurri non hanno nulla da recriminare. La traversa di Calaiò, d'accordo. Ma a questi livelli gli errori si pagano caro: la rete regalata a Tare con la marcatura davvero generosa di Cannavaro sull’albanese, ricorda troppo da vicino quella di Domizzi su Ronaldo di domenica scorsa, che diede il via libera alla goleada rossonera. Così come la papera di Gianello nella partita di andata contro la Lazio che regalò la palla del pareggio ai biancocelesti. Quest’oggi il numero 22 azzurro è stato il migliore in campo. E questo non è certo un buon segno se si pensa che il Napoli doveva fare la partita.
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lunedì 14 gennaio 2008
MILAN-NAPOLI, IL COMMENTO
Luci a San Siro. Si. Rossonere. Quelle che illuminano la scena del posticipo della 18esima giornata di campionato, quella della ripresa dopo le vacanze natalizie; quella che ha visto celebrare ed esporre prima dell’inizio tutti i 18 trofei internazionali vinti dai Campioni del Mondo che ne hanno fatto la squadra più titolata sul globo terrestre; quella del ritorno in campo dal primo minuto di Ronaldo; quella dell’esordio del giovanissimo e sventolato talento di Pato; quella del tridente delle meraviglie brasiliano formato dal neo Pallone d’oro Kakà, l’ex pallone d’oro Ronaldo, e quello che già in molti pronosticano come futuro Pallone d’oro Pato, colui che segna sempre al suo esordio, colui che aveva pronosticato il primo gol in maglia rossonera alla prima apparizione. E così sia. Sparring partner il Napoli, assente dal campo milanista da ben 6 lunghi anni e che l’ultima vittoria su questo prato l’aveva ottenuta ai tempi del grande Napoli dell’immenso Diego Armando Maradona. Competere è dura. Non sfigurare anche. Soprattutto se vengono a mancare giocatori del calibro di Zalayeta e Blasi squalificati, non di certo Careca e Bagni, ma pur sempre pane e acqua per questo Napoli, decisamente carente nelle seconde linee. La gara è piacevole e veloce. Il Milan gioca palla a terra in spazi stretti contro un Napoli chiuso alla ricerca della palla lunga per Lavezzi. Dopo 15 minuti un’azione manovrata dei rossoneri porta Ronaldo al tiro solo davanti a Iezzo, quasi miracoloso nel deviare la conclusione che si impenna e finisce in rete, nonostante il tentativo di Cupi che rovescia la palla sotto la traversa, infastidito dal tentativo di Pato di ribadire in rete. A ben guardare il talentino brasiliano rende irregolare l'azione in quanto partito in posizione di fuorigioco e, a dirla tutta, non vi sono certezze incontrovertibili sul fatto che la palla abbia varcato completamente la linea di porta. Polemiche a parte, è il gol dell’1-0. Sembra tutto facile per il Milan che gode di ampi spazi dal centrocampo in su, con il terzetto azzurro Hamsik-Bogliacino-Gargano, incapace di contenere la velocità e la tecnica superiore degli avversari, noti palleggiatori sopraffini. Eppure, nonostante questo, con buona volontà e umile sacrificio, gli azzurri arrivano al pareggio su un perfetto contropiede architettato da Bogliacino, bravissimo a tagliare dalla sinistra per Lavezzi, che mette al volo al centro per l’accorrente Sosa, pronto a toccare in rete la palla dell'1-1. Il Milan quasi stizzito da tale insolenza, riparte alla carica e, dopo una serie di combinazioni, arriva a rete con Iezzo che nega miracolosamente la gioia del gol per ben due volte a Pato, prima di capitolare sulla botta a rete di Seedorf, lasciato colpevolmente solo dalla retroguardia azzurra, frastornata dall’azione milanista: è 2-1. Il Napoli non sembra in grado di reagire: la squadra accompagna poco l’azione, Sosa è troppo più lento di Lavezzi, già eccessivamente isolato di per sè, e per di più non appare per nulla in buone condizioni. Eppure è proprio l’argentino a riaprire la partita con una percussione in velocità delle sue, che costringe Kaladze ad un evitabile fallo in area che procura il rigore al Napoli. Domizzi sul dischetto sigla il 2-2. Un primo tempo vivo e spettacolare, con le difese non proprio impeccabili, volge al termine e consegna agli onori della cronaca un piacevolissimo pareggio che il Napoli, sulla carta nettamente inferiore, dimostra di meritare in pieno. Eppure la ripresa cambia il volto della gara: dopo neanche un minuto Domizzi si lascia scappare Ronaldo a centro area che di testa fa secco Iezzo per la terza volta. Doppietta del Fenomeno e doccia gelata per gli azzurri, per la terza volta in svantaggio in 46 minuti. Gli sforzi sono vani e il morale scende parallelamente alle energie. Il Milan abbassa il ritmo e tiene palla. Il Napoli non riesce a produrre gioco se non con qualche buona iniziativa di Hamsik. Al 60’ la sorte avversa si scaglia sulla caviglia di Bogliacino che atterra male dopo un salto in area ed è costretto ad uscire: al suo posto entra Montervino. Il centrocampo azzurro fatica ad accorciare e non filtra adeguatamente, e di questo non può non approfittarne un campione del calibro di Kakà, abile a liberarsi al limite dell’area per lasciare partire una sassata che si infila imparabilmente alla destra di Iezzo, per la rete che chiude definitivamente la partita: è 4-2. Pesante risultato per la squadra di Reja che provvede ad un cambio quanto meno inspiegabile, inserendo Capparella, alla prima presenza stagionale e ad un passo dall'addio, al posto di Savini. Gli azzurri non ci sono. Sosa e Lavezzi non toccano palla e il Milan è padrone assoluto del secondo tempo. Il pubblico incoraggia Pato e il giovane talento brasiliano ci prova con tiri e giocate fino a quando al 74° non trova la rete del definitivo 5-2 con un perfetto stop a seguire, su lancio dalle retrovie, che taglia fuori Domizzi mettendolo a tu per tu con Iezzo in uscita disperata, battuto con un facile tocco per la rete che annichilisce un Napoli all’altezza nel primo tempo, benché disattento, ma assolutamente inesistente nella ripresa. A pochi minuti dalla fine Hamsik con i crampi lascia il posto a Dalla Bona; l’ex rossonero va vicino al gol con un colpo di testa di poco a lato. Ma di fatto si aspetta solo il fischio dell’arbitro. Fischio che arriva per porre fine ad una gara che ha dimostrato ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno, l’importanza di un giocatore come Blasi a centrocampo, la necessità di un’altra punta di valore, la buona prova di Iezzo, migliore in campo tra gli azzurri, e la forma fisica negativa di Gargano e Lavezzi, due uomini chiave per la squadra azzurra, e già da qualche partita apparsi decisamente sotto tono. Il Milan dal proprio canto ritrova gioco ed entusiasmo, fiducia e speranza, soprattutto grazie ai gol di Ronaldo, lontano dalla condizione migliore, ma proprio per questo nota lieta della serata rossonera, così come l'esordio dell'attesissimo Pato, 18enne pieno di talento e personalità, due stelle in più per una squadra che è già Campione del Mondo. Come a dire: si spengono le luci a San Siro. Ma solo quelle dello stadio.
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sabato 12 gennaio 2008
venerdì 11 gennaio 2008
Lavezzi, esame alla scala
Prima di lasciare l’Argentina, amici e parenti s’erano raccomandati con lui. “Pocho alla ripresa del campionato cerca di dare un dispiacere al Milan che s’è aggiudicata la supercoppa a spese del nostro Boca Juniors”, hanno detto ad Ezequiel La vezzi, l’argentino sul quale il Napoli conta tanto per mettere in crisi Nesta e compgni. Si sa quanto siano nazionalisti i sudamericani di Buenos Aires e dintorni. E si sa quanto fascino eserciti su di loro la platea San Siro. Anche Maratona ogni qualvolta si esibiva contro il Milan o Inter si caricava non poco. “Palcoscenico ideale per il calcio”, diceva Maratona ai suoi tempi prima di entrare nel tempio del football italiano. Anche il Pocho (nonché Sosa) avverte in maniera particolare la sfida a distanza con Kakà o la stella-Pato. Si è preparato con intensità al ritorno dalle vacanze. E si è presentato senza la necessità di doversi sottoporre ad una dieta ferrea per calare peso. Al suo recupero si è dedicato con attenzione maniacale Luigi Febrari, il preparatore atletico che collabora al fianco di Reja. Intenzione del tecnico friulano, affidare all’argentino il compito di fare da guastatore sul fronte dell’attacco, affondare partendo prevalentemente da sinistra, non concedere punti di riferimento e puntare sempre la porta avversaria con determinazione senza ostinarsi a cercare il numero ad ogni costo. Giocate semplici ma rapide. Dribbling solo quando è possibile, non sempre. Scambi in velocità coni compagni. Di questo ed altro si è raccomandato Reja con il talento di Villa Governador. Lavezzi è pronto a gustare la festa annunciata dal Milan per la recente vittoria in Supercoppa. Vorrebbero festeggiare proprio in occasione della partita con il Napoli, la prima dopo l’evento che ha consacrato i rossoneri campioni intercontinentali. “Venite festeggiamo a San Siro il club più titolato al mondo”, così recita la pagina d’apertura ufficiale della società rossonera. Palese l’invito ad accorrere in tanti al Meazza per salutare, magari con un’altra vittoria, il prestigioso trofeo conquistato in Giappone il 16 Dicembre scorso a spese del Boca Junior. Ma il Napoli non è assolutamente disposto a fare da invitato alla cerimonia. Ed in particolare, non intende farlo Ezequiel La vezzi che medita la sua notte di gloria al Meazza. Già contro l’Inter era risultato tra i migliori degli azzurri. Ma ora ha un motivo in più per esaltarsi: il confronto a distanza con Pato, ammesso che Ancelotti voglia schierarlo dall’inizio e l voglia di consumare una rivincita avvertendo per l’occasione l’investitura di paladino del calcio argentino. Lavezzi, prima della sosta aveva evidenziato un certo appannamento. Assente a Siena per squalifica non era riuscito a brillare nella sfida con il Torino. Ma il suo bilancio con l maglia del Napoli finora è ampiamente positivo: tre gol in quindici gare di campionato; altri tre in altrettanto gare di Coppa Italia. Ora sono attesi i suoi acuti a San Siro, anche per confermare il trend positivo del Napoli di De Laurentis alla ripresa del campionato dopo le feste di Natale.
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giovedì 10 gennaio 2008
A San Siro Pato vs Lavezzi"
Sarà un Milan stellare, per la prima volta al completo dall´inizio della stagione. Disponibile Ronaldo, ritornato in campo ieri a Dubai, dopo la lunga assenza per infortunio. Recuperati pure Inzaghi e soprattutto il pallone d´oro Kakà, il cui incidente alla spalla non preoccupa più il clan rossonero. Ancelotti avrà solo l´imbarazzo della scelta in attacco, dove si candida per una maglia specialmente Gilardino, autore di una doppietta nell´ultima amichevole giocata in Medio Oriente. E come se non bastasse dal ritiro di Milanello, è trapelato l´entusiasmo del baby fenomeno Pato, pronto al debutto in serie A dopo l´arrivo del transfer dal Sud America. «Sarò subito protagonista e segnerò un paio di gol», ha promesso il diciottenne attaccante carioca, che ha ricevuto anche i complimenti di Careca. «Non so se mi somiglia. Di sicuro è un grande talento, molto forte coi piedi e di testa. In Italia saprà farsi rispettare». Milan a cinque stelle, dunque. Al top della condizione fisica dopo la lussuosa tournée di Dubai e col morale al massimo per la conquista della Coppa Intercontinentale, che sfilerà domenica sera in passerella a San Siro, subito prima del fischio d´inizio. Da brividi l´atmosfera che attende il Napoli, a sei anni di distanza dall´ultima sfida coi rossoneri in campionato. Ma la squadra azzurra, forte dei 5 punti di margine in classifica, non scenderà in campo per fare la comparsa. «Non avremo paura, anche se loro sono i campioni del mondo. Saranno 90´ tutti da giocare», ha lanciato la sfida Mariano Bogliacino, che sostituirà Blasi e guiderà la carica dei sudamericani di Reja. «Massimo rispetto per il trio brasiliano di Ancelotti. Conosciamo bene Kakà e Ronaldo, mentre Pato dovrà confermare con i fatti il gran bene che si dice di lui. Anche i nostri argentini e uruguaiani, però, hanno molta voglia di mettersi in mostra alla "Scala" del calcio. Di partite del genere, così affascinanti, ne capitano poche a campionato. E nessuno ha intenzione di sbagliarle». Il più motivato di tutti è Lavezzi, che cercherà di non sfigurare nella sfida contro i fuoriclasse del Milan. Il pocho, finora, è stato una delle rivelazioni della serie A. Come i compagni Hamsyk e Gargano, attesi a loro volta da un esame di maturità. Il Napoli è convinto di avere delle carte da giocare, anche in una sfida così difficile. Importante sarebbe il recupero in extremis di Zalayeta. «Non ha simulato, quindi non può esser punito..», ha insistito ieri l´avvocato Grassani, che chiederà alla Corte Federale la cancellazione completa della squalifica. «Non certo la riduzione». Con o senza il Panteron, però, gli azzurri sono pronti a vendere cara la pelle. «I rossoneri, a cominciare da Pato, si dovranno dimostrare più forti di noi sul campo. Contro le grandi non abbiamo mai sfigurato», è ottimista Bogliacino, portavoce dell´entusiasmo dei compagni. «Vorremmo iniziare bene il 2008, magari con un´impresa. La squadra di Ancelotti non ha ancora vinto in casa? Bene, vuol dire che dovrà aspettare un altro po´. Non ci riuscirà neppure domenica». La sfida al Milan è lanciata. Insoliti i toni di Bogliacino, di solito tra i più timidi, che deve essersi fatto contagiare dall´entusiasmo generale. Il Napoli, ritornato ieri al lavoro a Castelvolturno, si presenterà a San Siro a testa alta. «Abbiamo una squadra di valore. Tutti ci chiedono le nostre stelle, da Hamsyk a Lavezzi, ma nessuno andrà via», ha ribadito il dg Marino, delineando le strategie azzurre sul mercato. «Di acquisti, per ora, non ne faremo. Ma sognare Messi o Ronaldinho non è vietato per i nostri tifosi. La famiglia De Laurentiis, col tempo, ha i mezzi per realizzare fantasie del genere: l´importante è fare un passo alla volta». L´esame Milan, in questo senso, rappresenterà un´altra tappa della crescita del Napoli. Pronta pure la tattica per contrastare i fuoriclasse rossoneri. «Dovremo giocarcela alla pari, rubando l´iniziativa ai nostri avversari». Niente barricate, dunque. Neppure a San Siro. Gli azzurri, unica squadra del campionato a non aver ancora subito espulsioni, ci proveranno con altre armi: velocità, grinta e coraggio. «Il nostro Pato è Lavezzi»
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sabato 29 dicembre 2007
" 'a cap 'e Lavezzi "
Lavezzi erede di Maradona anche nei botti. Pesa fino a quindici chili e costa dai 150 ai 300 euro l'ultima follia pirotecnica di capodanno. I professionisti del botto fuorilegge l'hanno ribattezzata con un nome accattivante ma "la testa di Lavezzi", ultima variante del già micidiale "provolone del monaco", resta un ordigno devastante dal quale è meglio tenersi lontano. La caccia ai fuochi pirotecnici è già partita con la campagna dei carabinieri. Una task force, quella degli artificieri coordinati dal maresciallo Gaetano Bavarese, che fino al 31 dicembre terrà corsi nelle scuole e divulgherà informazioni utili anche per le strade di Napoli, dove l'arma ha predisposto appositi gazebo. Perché la prevenzione è indispensabile, mai come in questi casi. La "testa di Lavezzi" viene venduta illegalmente
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domenica 23 dicembre 2007
Napoli-Torino 1-1
ORE 16.58 - Il Napoli chiude il 2008 con un pareggio contro il Torino dell’ex Novellino.
Nel primo tempo il Torino, ben messo in campo, non lascia spazi al Napoli, che riesce a creare per questo solo due occasioni gol con Zalayeta e Domizzi.
I granata passano in vantaggio al 35’ grazie al gol realizzato da Rosina su di un rigore inesistente assegnato da Trefoloni per un presunto fallo di mano di Domizzi intervenuto in realtà con il piede.
Al 42’ la squadra di Novellino resta in 10 uomini per l´espulsione di Grella per doppia ammonizione.
Nella ripresa entra Hamsyk al posto di Savini ed il Napoli passa ad una sorta di 4-3-1-2 con Bogliacino dietro Zalayeta e Lavezzi e con Domizzi, che si sposta a fare il terzino sinistro.
Al 3’ il Napoli ha l’occasione di raggiungere il pari con un rigore anch’esso pura invenzione dell’arbitro per un atterramento in area di Zalayeta ad opera di Sereni.
Dal dischetto fallisce la trasformazione Domizzi che trova sulla sua strada uno strepitoso Sereni.
Il Napoli, nonostante gli ingressi di Sosa e Calaiò, non riesce più a pungere un Torino barricato in difesa per mantenere il fortunoso ed immeritato vantaggio.
Al 36’ arriva però il pareggio: Hamsyk, servito rasoterra dalla sponda di Sosa, entra in area e di sinsitro insacca alle spalle di Fontana mandando la palla sotto la traversa ed infiammando il San Paolo.
Nonostante il forcing finale gli azzurri non riescono però a far il regalo di Natale ai propri tifosi. Clamoroso il palo colpito da Calaiò di testa al 95´.
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sabato 22 dicembre 2007
VIDEO
questo bellissimo video e' stato realizzato da PEPPE UN LETTORE DEL BLOG CHE DA OGGI COLLABBORERA' CON ME X FAR SI KE IL BLOG CRESCA MAGGIORMENTE!!! PEPPE 6 GRANDE GRAZIE INFINITAMENTE DA PARTE DI TUTTI
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venerdì 21 dicembre 2007
AUGURI
AUGURO A TUTTI I LETTORI DEL BLOG http://LAVEZZIEZEQUIELIVAN.BLOGSPOT.COM
UN FELICISSIMO NATALE ,ED UN GRANDISSIMO 2008 PIENO DI FELICITA’
E SODDISFAZIONI !!!!
UN AUGURIO SPECIALE AD EZEQUIEL LAVEZZI E ALLA S.S.C.NAPOLI CHE QUESTO SIA L’INIZIO DI UN SOGNO CHE IL 2008 CI PORTI TANTA FORTUNA E SOPRATTUTTO UN POSTO IN COPPA UEFA!
RINGRAZIO DI VERO CUORE LE PERSONE CHE VISITANO IL MIO BLOG GIORNALMENTE E CREDONO IN ME ED IN QUESTO PROGETTO DEL BLOG!
A TUTTI VOI UN BACIONE ED IMMENSI AUGURI DA CARLO ABBATE
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giovedì 20 dicembre 2007
LE FOTO DEL CALENDARIO
NATURALMENTE HO PUBBLICATO SOLO LE FOTO DEL POCHO,
QUESTO CALENDARIO LO TROVO MOLTO BELLO POICHE' NON E' IL SOLITO CHE CI FANNO VEDERE FOTO DEI GIOCATORI QUANDO GIOCANO E' STATA UN 'INIZIATIVA MOLTO SIMPATICA.
COSA NE PENSATE DEL POCHO MECCANICO? OPPURE APPENA SCESO DA UN AEREO?
RAGAZZI UN CONSIGLIO COMPERATEVI IL CALENDARIO COSTA SOLO $9.90
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mercoledì 19 dicembre 2007
martedì 18 dicembre 2007
Arriva il Calendario della SSC Napoli
Il Calendario è un'ulteriore interazione con il nostro pubblico". Aurelio De Laurentiis ha presentato il primo Calendario fotografico ufficiale della SSC Napoli. Un prodotto realizzato al di fuori degli schemi canonici che ritrae la squadra azzurra nelle più belle e caratteristiche location della città, attraverso l'obiettivo del fotografo di moda Diego Santangelo con la supervisione del marketing manager del Calcio Napoli Alessandro Formisano.
"E' la nostra prima iniziativa - ha detto il Presidente De Laurentiis - al di fuori dell'attività sportiva. Un'idea nata tra i vari programmi che progettualmente ha stilato la Società. L'abbiamo concepita in poco tempo e sono molto soddisfatto di questo omaggio ai tifosi che rappresenta un altro ponte verso il nostro pubblico. Una ideale interazione tra i protagonisti in campo e i nostri appassionati. Vuole essere un gesto di attenzione e di grande rispetto per l'affetto che i tifosi azzurri quotidianamente ci manifestano. E sono molto soddisfatto del risultato finale".
Anche il Direttore Generale Pierpaolo Marino ha espresso la sua felicitazione raccontando l'esperienza 'inedita'. "Ci siamo divertiti molto a scattare queste foto ed è stata una parentesi che ha rappresentato un po' di svago tra le tensioni delle giornate sportive. Per una volta ci è sembrato di essere noi i protagonisti di un film di De Laurentiis. In trenta anni non avevo mai vissuto una situazione del genere e devo dire che è stata un'esperienza bellissima. E' un Calendario realizzato con passione e che sono certo avrà molto successo".
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lunedì 10 dicembre 2007
IL POCHO SALTERÀ SIENA-NAPOLI
Ezequiel Lavezzi salterà il prossimo incontro di campionato contro il Siena, in programma domenica 16 dicembre. L'attaccante argentino, diffidato, si è fatto ammonire al 17° del primo tempo per un calcio alla bandierina dopo una incredibile azione personale.
Fonte: Napoli2000.com
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NAPOLI-PARMA 1-0
Edy Reja si gode il ritorno al successo del Napoli dopo la pesante scoppola di Bergamo. ''Venivamo al San Paolo dopo la sconfitta di Bergamo, avevamo fame di rivincita, di fare una bella prestazione. I ragazzi hanno interpretato la gara molto bene, considerando anche le caratteristiche del Parma, che ha giocatori particolarmente veloci. Siamo rimasti giusti, bloccati in fase difensiva. Loro hanno avuto una possibilità all'inizio con Reginaldo, ma un'occasione nell'arco della partita ci può stare. La squadra ha fatto molto bene, ma raggiunto il vantaggio abbiamo avuto un po' di timore. Psicologicamente non era facile affrontare questa partita''
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